Tony Cili e Citroën C3: Unconventional Kiter

Abbiamo incontrato Tony Cili, il due volte Campione Italiano di Kitesurf Wave e membro del Citroën Unconventional Team.


C’è chi va fino alle Mauritius per fare del sano kitesurf e chi, invece, esplora le coste ioniche e tirreniche della Calabria alla ricerca dello spot perfetto. Poi se sei il il due volte Campione italiano di Kitesurf Wave e membro del Citroën Unconventional Team, la squadra di freestyler della casa automobilistica francese, qualcosa vorrà pur dire…

Tony Cili e il Kitesurf Wave



E’ Tony Cili, o meglio, Antonio Ciliberto, classe 1988, Calabrese di Crotone, è un fortissimo atleta di Kite Strapless, una disciplina molto tecnica. Rider di punta del Team Internazionale di RRD, un brand italiano tra i più prestigiosi del settore, è ad oggi uno degli esponenti di maggior rilievo della sua disciplina a livello internazionale.

Tony è in grado di padroneggiare ad alto livello tutti i board sport di mare dal kitesurf al surf, passando per windsurf e il sup. Quest’anno, Tony, è stato invitato per la prima volta a partecipare al GKA Kitesurf World Tour, la prestigiosa competizione internazionale, un vero onore per il nostro rider.

L’abbiamo incontrato durante una sessione di allenamento nel suo spot preferito, quello dove si allena tutti i giorni con la sua tavola appeso all’aquilone. Sempre intento nei suoi trick spettacolari, con la tavola da surf, da qui deriva il termine strapless, cercando di tenerla in posizione durante la manovra sfruttando il vento opposto, oppure “grabbandola” con un’unica mano, mentre con l’altra governa la vela sparata sul nel cielo.

Gizzeria Lido, Calabria


Gizzeria Lido, Hang Loose Beach, sulla costa tirrenica calabrese, nel lametino. Qui, in questo splendido tratto di mare, il vento termico è sempre presente, sia in primavera che in estate. Una condizione che, rinforzata dal cosiddetto Effetto Venturi, raggiunge una buona intensità e costanza, registrando una media di ben 17 nodi.

L'Hang Loose Beach è uno spot tra i più conosciuti a livello internazionale per la pratica del kit surf e degli sport velici in generale. Da qualche anno, nel mese di luglio, l’Hang Loose Beach diventa capitale del kitesurfing ospitando una tappa del TT:R European Kitesurf Championship, la rassegna continentale valida per l’assegnazione del titolo europeo di categoria.

Quest’anno le gare hanno visto i più giovani talenti al mondo battersi per contendersi un posto per i Youth Olympic Games 2018 di Buenos Aires. Un evento spettacolare con la presenza di circa 120 iscritti provenienti da ogni parte del mondo. Ma non solo kite, sempre l’Hang Loose Beach, ospita anche l’IFCA European Gran Prix Wind Surf Slalom.

Tony Cili e la sua nuova Citroën C3



Lo spot perfetto come ci raccontava Tony a bordo della sua Citroën C3 1.6 BlueHDi da 100 CV, mentre smanetta con il cambio manuale. L’auto è perfetta per caricare agevolmente le sue tavole, l’aquilone ben piegato nella sua sacca e il resto dell’attrezzatura. Una macchina veloce e scattante, dai consumi contenuti. Lo sa bene il nostro rider, sempre alla scoperta di nuovi spot e sempre in movimento alla ricerca di vento e perturbazioni sulle due coste calabresi: tirrenica e ionica.

La nuova C3 è l’ideale, può registrare un consumo pari a 20,5 km/l tra città, statali e autostrade, ottima per Tony che gestisce anche un suo piccolo lido sulla sponda opposta, quella ionica. Dal 2016 Tony collabora con il Club Velico Crotone come responsabile della sezione Kitesurf e Windsurf, dedicandosi sia ai corsi che all’allenamento e alla gestione della squadra agonistica di Kite. Un lavoro ormai quasi a tempo pieno, dal 2017 è membro del Consiglio di Amministrazione del circolo.

Il kitesurf è pericoloso? Realtà o infondato pregiudizio?



Si tratta di uno sport pericoloso in cui si rischia veramente di farsi male, ma in realtà è al pari di altre discipline sportive, come il motocross, lo skateboard, la mountain bike o lo sci. L’importante è rispettare sempre le principali regole di sicurezza, saper gestire al meglio le attrezzature e, ovviamente, conoscere i propri limiti. Se si seguono questi principi base e si usa il buon senso i possibili rischi di incidente si riducono drasticamente.

Agli inizi il kitesurf era uno sport impegnativo e pericoloso. Le attrezzature, ancora a livello sperimentale, non contemplavano sistemi di sicurezza. Gli incidenti erano frequenti, anche quelli molto gravi. Oggi, a venti anni di distanza, le cose sono cambiate. L’evoluzione dei materiali sempre più leggeri e performanti, la progettazione tecnologica, insieme alla diffusione della cultura della sicurezza e alla didattica aggiornata, hanno reso il kitesurf una disciplina semplice, facile e veloce da imparare, adatta praticamente a tutti e sempre più diffusa.

Gli incidenti ci sono ancora, naturalmente, ma nella stragrande maggioranza dei casi sono sempre attribuibili all’errore umano. Salti, trick, velocità, cadute, impatto con l’acqua e con la tavola sottopongono a dura forza il fisico del rider. Allenamenti a terra, riscaldamento e sessioni di stretching possono limitare e prevenire possibili danni, ma il rider può sempre andare incontro a piccoli traumi e lesioni.

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