Bradley Wiggins sull’inchiesta dell’antidoping UK: “È stato un inferno per me e la mia famiglia”

L’UKAD ha deciso di chiudere l’indagine con un nulla di fatto.

L’UKAD, l’agenzia antidoping britannica, ha chiuso oggi l’indagine sul Team Sky e in particolare sull’episodio del pacchetto consegnato alla squadra e indirizzato a Bradley Wiggins al termine del Giro del Delfinato 2011.

Il Team Sky, in una nota ufficiale, ha spiegato:

“L'Agenzia antidoping del Regno Unito ha confermato oggi che non intende proporre alcuna richiesta di sanzione in relazione alle indagini svolte su quanto accaduto al Giro del Delfinato del 2011. Questa indagine è ora stata chiusa. Siamo lieti che l’UKAD abbia concluso la sua indagine e che non intenda intraprendere ulteriori azioni. Abbiamo sempre sostenuto che non ci sono stati illeciti e abbiamo collaborato pienamente con l'Agenzia stessa nel corso dell'ultimo anno. E ribadiamo come sin dall’inizio della nostra storia nel 2010 abbiamo costantemente rafforzato i nostri sistemi e il nostro impegno per la lotta al doping”

Ben più lungo e articolato il comunicato di Sir Bradley Wiggins, scritto di suo pugno e pubblicato sui suoi account social. Il baronetto sembra intenzionato a non farla passare liscia a chi lo ha fatto sentire perseguitato in questo periodo e ha infatti chiaramente scritto che valuterà quali opzioni legali perseguire.

Wiggins ha scritto:

“In seguito al comunicato di stamattina dell’UKAD, è solo ora che ho l’opportunità di rompere il mio silenzio, dire la mia su quanto accaduto negli ultimi 14 mesi e porre delle domande.
Accolgo con piacere la conferma da parte dell’UKAD che non si sono accuse riguardo al così detto caso della ‘borsa da viaggio’ (quella con i medicinali al Giro del Delfinato 2011, ndr). È quello che ho sempre sostenuto e sono felice che finalmente sia stato confermato pubblicamente, ma ci sono molte domande riguardo all’indagine che rimangono ancora senza risposta. Essere accusato di qualsiasi indiscrezione riguardando doping è la cosa peggiore che possa accadere a un atleta professionista, soprattutto quando non esistono basi e sai che tutti i sospetti sono categoricamente infondati. Ho mantenuto il silenzio per tutto questo periodo per permettere all’UKAD di condurre le sue indagini nel modo più professionale possibile nonostante si diffondessero voci e speculazioni da parte della stampa, nonostante mi ritrovassi i giornalisti fuori dalla porta e sentissi i commenti di corridori professionisti e opinionisti che parlavano senza conoscere tutti i fatti. Questo periodo è stato un infermo per me e la mia famiglia, pieno di insinuazioni e speculazioni. A volte è sembrato una maliziosa caccia alle streghe”

Wiggins fa notare come il fatto che l’UKAD ci abbia messo tutto questo tempo per arrivare alle conclusioni rese note stamattina (ossia un bel nulla di fatto) gli hanno causato non pochi problemi e veri e propri danni, perciò avrebbe una serie di domande per l’agenzia antidoping:

“- Da dove sono arrivate le informazioni che hanno permesso di avviare l’indagine?
- Chi era la fonte?
- Che cosa ha detto esattamente questa persona e a chi lo ha detto?
- Perché l’UKAD ha ritenuto tali informazioni appropriate tanto da considerarle delle accuse credibili?
- Non sarebbe ora di pubblico interesse rivelare la fonte?
- Perché ci è voluto così tanto per giungere a queste conclusioni?
- Quanti soldi dei contribuenti sono stati spesi per questa indagine?”

Il pluri-campione olimpico e Maglia Gialla del Tour de France 2012 ha poi chiarito di aver fatto tutto il possibile per aiutare l’UKAD e di essersi sottoposto a un interrogatorio di 90 minuti il 28 novembre 2016. Inoltre ha parlato del dottor Freeman, che è stato suo medico al Team Sky, riguardo al quale dice di averlo sempre considerato un bravo dottore che ha trattato lui e gli altri corridori con grande cura e rispetto.

Infine Wiggins ha chiesto alla stampa di lasciar stare lui e la sua famiglia specificando che per ora non intende tornare ulteriormente sul caso. Ha poi ringraziato tutti coloro che gli sono stati vicini in questi lunghi mesi di indagine.

My say on the matter...

Un post condiviso da Sir Wiggo (@bradwiggins) in data:

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

  • shares
  • +1
  • Mail