Froome alla BBC: “Non ho infranto regole”. Lo sfogo di Tony Martin: “Con Sky due pesi e due misure”

Il quattro volte campione del mondo a crono è furioso per la disparità di trattamento.

Chris Froome è convinto di essere nel giusto e ha rilasciato una lunga dichiarazione alla BBC in cui afferma:

“Capisco che la gente sia un po' scioccata ma di sicuro non ho infranto alcuna regola. Posso capire molte delle reazioni, specie vista la storia del nostro sport, ma non si tratta di una positività. Il ciclismo ha alle spalle un passato molto oscuro e nell'arco della mia carriera ho provato a fare di tutto per mostrare che le cose sono cambiate. Sono un corridore professionista che cura i suoi sintomi e va in bici con l'asma da dieci anni”

Poi aggiunge:

“Conosco quali sono le regole, so quali sono i limiti e non sono mai andato oltre. Ho una mia routine molto chiara su quando uso il mio inalatore e su quante volte lo faccio e ho fornito tutte le informazioni all'Uci per aiutarli ad andare a fondo di questa vicenda”

Froome ha anche spiegato che quel giorno, cioè il 7 settembre 2017, era in evidente difficoltà, ma non poteva darlo a vedere, altrimenti i suoi avversari avrebbero approfittato dei suoi punti deboli. In realtà nella tappa del 7 settembre, la 18esima, Froome riuscì nel finale a rispondere a un attacco di Alberto Contador e a liberarsi di molti dei suoi avversari diretti, incluso Vincenzo Nibali, che rispetto a lui perse 17”, mentre Fabio Aru, che si era reso protagonista di un lungo attacco, alla fine guadagnò solo 12” rispetto a Froome, che sostanzialmente riuscì a contenere tutti gli attacchi.

Intanto ieri sera attraverso Facebook è arrivato il lungo sfogo di Tony Martin, quattro volte campione del mondo a cronometro, che ha sottolineato l’evidente disparità di trattamento riservata al Team Sky. Il “Panzerwagen” infatti scrive:

“La nostra credibilità è in gioco! Sono arrabbiato. Il caso di Chris Froome sta evidentemente subendo un trattamento diverso. Gli altri atleti vengono immediatamente fermati dopo una positività. Lui e il suo Team hanno avuto da parte dell’UCI la possibilità di spiegare. Non sono a conoscenza di casi simili nel recente passato. È uno scandalo e non avrebbe dovuto partecipare ai Mondiali. La mia sensazione è che dietro le quinte si stiano cercando degli accordi, un modo per uscirne. Lui e la sua squadra godono di un trattamento speciale? Abbiamo bisogno di un approccio coerente e trasparente da parte dell’UCI. Ma quello che sta succedendo ora è che il comportamento dell’UCI è incoerente e ingiusto”

Tony Martin fa riferimento ai Mondiali di Bergen in cui Chris Froome ha vinto la medaglia di bronzo dietro a Tom Dumoulin e Primoz Roglic. Sia chiaro, il campione tedesco non avrebbe diritto ad alcuna medaglia, perché in quell’occasione si è classificato al nono posto, quindi il suo sfogo non è spinto da un interesse in particolare se non quello di sottolineare come il Team Sky goda di un trattamento speciale da parte dell’UCI.

Non è un caso infatti che quando vengono rilevate anomalie nelle analisi di un campione A, la notizia venga diffusa immediatamente, ancor prima che l’atleta chieda le controanalisi. In questo caso, invece, Froome era a conoscenza della sua non positività già dal 20 settembre e ha avuto tempo e modo di fare le controanalisi e di esaminare la questione per quasi tre mesi prima che il suo caso arrivasse all’attenzione di tutta l’opinione pubblica.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

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