Boris Becker esalta Federer: "Solo lui si oppone alla monotonia del tennis moderno"

L’Atp di Rotterdam, al via oggi, festeggia i 40 anni. Questa sera, sul campo centrale, si terrà una cerimonia con alcuni dei campioni del passato. Ci sarà anche Federer, attrazione principale del torneo olandese. Con lui, oltre a Kraijcek, direttore della competizione, presenzierà all’evento Boris Becker che qui vinse nel 1992 in finale contro il russo Volkov. L’ex campione tedesco , sabato, ha effettuato il sorteggio del tabellone e rilasciato alcune dichiarazioni sui big del tennis attuale.
Becker ha salutato con gioia il ritorno di Nadal dopo 8 mesi di stop (“Il tennis ha molto bisogno di lui, è una buona cosa che sia tornare a giocare”) poi, si è soffermato, su Federer. Condivido in pieno le parole che Boris ha speso per l’elvetico. E non credo di essere l’unico a essere d’accordo con lui:

E’ il migliore tennista della storia. E' ancora un grande giocatore. Il tennis moderno è diventato troppo monotono e piatto. Tutti giocano allo stesso modo. Ho visto la finale degli Australian Open tra Djokovic e Murray e sembrava davvero di vedere due tennisti allo specchio. Fortunatamente c’è ancora Federer. Certo non ha più 25 anni ma è l’unico in grado di variare il gioco

Le dichiarazioni di Becker sono l’ennesima conferma che nel presente e nel prossimo futuro dovremmo abituarci a un tennis sempre più muscolare e battagliero, fatto di scambi infiniti, corse forsennate a fondo campo e poco spettacolo. Boris ha citato la recente finale di Melbourne ma la sua disamina poteva includere, solo nell'ultimo anno, anche le 6 ore da videogioco tra Djokovic e Nadal agli Australian Open ’11, la finale in due giorni dello scorso Roland Garros vinta da Rafa su Nole e anche la battaglia vittoriosa da Murray agli Us Open con Djokovic piegato al quinto dopo 4 ore e oltre di piattume assoluto. Di queste partite ricorderemo solo i vincitori e se rimarranno finali indimenticabili lo saranno, forse, solo per la durata infinita tale da stravolgere i palinsesti televisivi.
Con Federer è diverso. Con lui in campo continuo a divertirmi e a gustarmi questo sport. Roger anche a 31 anni, senza l’atletismo dei bei tempi, regala ancora momenti indimenticabili, prestazioni gradevoli (le più recenti con Tomic, Tsonga e Murray in Australia) e un tennis vario, al contempo moderno e d’altri tempi.
Quello che non sono capaci di offrire gli altri che armano il braccio solo per sparare bordate “a chi tira più forte” e corrono come forsennati, sempre allo stesso modo, sempre interpretando lo stesso copione e arrichendolo qua e la di qualche giocata spettacolare.  Certo con questo non voglio oscurare le virtù e le doti di Djokovic, Nadal o Murray, fuoriclasse e campioni assoluti, ma, in futuro, spero il più lontano possibile, senza Federer, io mi annoierò a guardare il tennis. Proprio come Becker… 

 

Foto © Getty Images

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