Compra la racchetta di Federer e denuncia la Wilson, succede negli Usa

Una storia bizzarra arriva dagli Usa. A raccontarla è il sito nostrano tennisbest.com. Protagonista, suo malgrado, Roger Federer. Nulla di grave ma una vicenda curiosa, a mio parere, a dir poco grottesca. Ecco cosa è accaduto.
Il 13 marzo scorso è stata depositata presso una corte distrettuale della California una class action contro la Wilson Sporting Good. A costituirsi contro il celebre brand che fornisce le racchette a campioni del calibro di Roger, Del Potro e Serena Williams è stata una cordata capeggiata da tale Sari Anderson.
La signora sostiene di aver acquistato in un negozio una racchetta Wilson modello K-Six-One apparentemente identica a quella maneggiata da Federer in campo ma che in realtà non ha le stesse caratteristiche dell'attrezzo originale.
Ciò ha spinto la Anderson a intentare causa e ad accusare la Wilson di possibili reati come  frode, violazione della legge sui consumatori e pubblicità ingannevole. Alla sua class action possono unirsi tutti coloro che si sono imbattuti in un caso simile.Credo che tutti gli appassionati di tennis e i praticanti di questo sport sappiano che le racchette in vendita nei negozi specializzati o nei punti di vendita dei centri commerciale non siano le stesse ma solo repliche di quelle utilizzate dai nostri beniamini. Ognuno di loro infatti  personalizza pesi e incordatura sulle proprie caratteristiche di gioco che, ovviamente, non corrispondono a quelle degli amatori e dei frequentatori di circolo.
Negli Usa, comunque, la legge è particolarmente incalzante a riguardo e c'è un precedente che può recare qualche preoccupazione alla Wilson. Come riporta lo stesso articolo di tennisbest, in passato la Nike è stata coinvolta in un caso simile riguardo la commercializzazione di una palla da golf griffata Tiger Woods non corrispondente però a quella utilizzata dal campione americano. Il giudice diede ragione ai ricorrenti e la Nike fu costretta a mettere in vendita una palla con le stesse caratteristiche del prodotto pubblicizzato. Vedremo come finirà. Certo che se la Anderson dovesse avere si creerebbe un precedente davvero scomodo a livello mondiale.

Foto © Getty Images

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