Operación Puerto | Fuentes: "Sono pronto a collaborare con la Wada"

Cinque giorni fa il pubblico ministero spagnolo Rosa Calero ha chiesto due anni di prigione per Eufemiano Fuentes nell'ambito del processo all'Operacion Puerto, la maxi-inchiesta sul doping condotta dalla Guardia Civil. Il medico spagnolo è accusato di aver diretto un rete "fraudolenta e penalmente rilevante" al fine di migliorare a pagamento le prestazioni degli sportivi. Qualche ora fa Fuentes si è detto pronto a collaborare con la Wada (Agenzia mondiale antidoping).

"Se le autorità antidoping pensassero che potrei rendermi utile - ha ammesso Fuentes al termine dell'udienza di ieri - e me lo chiedessero, prenderei in considerazione la proposta. In cambio non vorrei benefici di alcun tipo, dovrebbe essere una collaborazione reciproca". Fuentes sarebbe pronto a vuotare il sacco anche per quanto riguarda il mistero delle sacche di sangue che gli sono state sequestrate:

"Se mi chiedessero anche la lista dei mie clienti, potrei darla. Ho sempre agito nel rispetto delle leggi allora in vigore, posso dire con certezza di non aver danneggiato la salute di qualcuno".

Ad inizio febbraio, nei documenti sequestrati al medico spagnolo, spuntò anche la parola “Milan“. Il quotidiano spagnolo El Pais entrò in possesso di alcuni documenti dell'“Operacion Puerto“, una sorta di “lista della spesa” di sostanze dopanti indicate come “Previsione 2005” nella quale non comparì soltanto la sigla della RSOC (inequivocabilmente legata alla Real Sociedad), ma anche la parola “Alfredo” e quella “Milan“. Sempre in quei giorni la procura antidoping del Coni, guidata da Ettore Torri, decise di aprire un fascicolo su Mario Cipollini, dopo la pubblicazione sulla Gazzetta dello Sport delle rivelazioni secondo le quali Mario Cipollini sarebbe coinvolto nell’Operación Puerto.

Foto © Getty Images - Tutti i diritti riservati

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