Ryan Doyle ci sa fare. Famosi sono i suoi video dove il funambolo ci porta in giro per il mondo alla ricerca delle location più suggestive dove praticare parkour. Forse vi ricorderete i spettacolari video di Doyle in azione a Santorini o a Mardin, antica Mesopotania. Questa volta Doyle ci porta nella splendida e soleggiata San Francisco.
Nascere nella striscia di Gaza non è il massimo della fortuna, ammetiamolo. In ogni caso questi ragazzi sono l’esempio di un riscatto che passa tutto attraverso lo sport. Il parkour come disciplina per emanciparsi dalla guerra. Dopo il salto un secondo video della crew.
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Mi chiedo dopo anni di Parkour a questi livelli come si riducano i legamenti degli atleti. In ogni caso in questo video amatoriale dei fratelli Armitage, pescato in rete, ci sono un po’ di cose da non fare. La scala mobile in particolare, sconsigliata fortemente il sabato durante i saldi.
I video di parkour che vi proponiamo su Outdoorblog mostrano spesso dei grandissimi atleti nel pieno delle loro capacità e che danno prova di tutta la loro tecnica.
Ma per arrivare a certi livelli serve tanto allenamento e gli errori sono all’ordine del giorno. Se poi sei un novellino, e non un campione, allora i disastri sono all’ordine del giorno. Ecco quindi una raccolta del meglio del peggio del 2011!
La qualità è infima e le urla di approvazione sono insopportabili. Al di là del video, il salto all’indietro che realizza questo anonimo tracuer è davvero impressionante. Dopo aver effettuato il salto decisamente Mortale da circa 6/7 metri il pazzo traceur rotola all’indietro e poi corre via, illeso. Almeno così sembrerebbe.
Santorini, la famosa isola greca, sembra essere diventata una località must per i traceur più forti. Forse vi ricordate le gesta di Ryan Doyle. Questa volta è stato il teatro della competition “Art Of Motion“. Un dislivello di 50 metri che gli atleti hanno dovuto compiere ne limite di tempo di due minuti. L’ha spuntata il lettone Pavels Petkuns.
Non sarà la Mesopotamia di Ryan Doyle come vi ha proposto di recente Trab ma gente che salta sui traghetti con il rischio di strusciare lungo una paratia per poi finire in acqua non l’avevo ancora vista! Un bel video dalla Germania montato da Falco e Jason del sito www.ashigaru.de che tratta principalmente di parkour e freerunning. Tra parchi giochi, muretti e ringhiere magari troverete qualche spunto interessante.
Video | Ashigaru by Vimeo
Trasformare il free running in free diving sembra un’idea assurda? Forse lo è meno di quello che ci si può immaginare…
Esiste già infatti una scuola professionale che forma degli istruttori di una disciplina che tecnicamente si chiama Performance Freediving, che fa capo al Generale militare Hoyt S. Vandenberg, di Key west, che da 2009 ha creato questa disciplina.
Gran bel video “Professor Longhair, Big Chief”. I due traceur professionisti si chiamano Phil e Kie, autentici funamboli urbani (notate come scalano la cappella S. John). Il loro territorio d’allenamento è la Londra vittoriana. Alla fine del video sorge un piccolo quesito: come riuscirà Kie a togliersi dall’impiccio?
Ryan Doyle – cliccate qui se volete saperne di più su di lui, andrete direttamente al suo “dinamico” sito – è un traceur britannico, nato a Liverpool nel 1984; è stato il primo vincitore dell’International Freerunning Champion (nell’ambito del Red Bull Art of Motion tenutosi a Vienna nel 2007).
Quanto sia serio il ragazzo qui sopra è testimoniato anche dall’accademia di parkour Airborn Entertainment da lui fondata nel 2004 insieme a Anthony Doyle, Jean-Paul Jesstiece, Del Ronan e Mark Slater. Il video è stato prodotto per la SAKE, colonna sonora dei Boards of Canada.
Video | Xavi José by Vimeo