Tra le Olimpiadi invernali, la Coppa America, il Superbowl si è svolto un altro grande evento sportivo, anche se atteso da un numero un po’ inferiore di appassionati, ma altrettanto sentito e partecipato, la mitica Tough Guy Race, la corsa dei forti!
Tra fango, acqua, polvere, fuoco, filo spinato, la Tough Guy si svolge ogni anno a Perton nel Shropshire tra migliaia di partecipanti pronti a tutto per superare 21 differenti ostacoli.
Ecco le foto più belle dell’edizione 2010!
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Si corre anche nel film “La Spada nella Roccia” e quante volte avete fatto la fine del lupo? Scusate, non ho saputo resistere, sarà che era uno dei film di Natale per eccellenza, sarà che molti dopo una corsa si sentono come il simpatico lupone spelacchiato arrivato in cima alla collina… io ve lo propongo. C’è gia tutto outdoorblog.it in questo video: ambiente, natura, orienteering, “sci d’acqua”, corsa, skyrunning.
Il lupo spossato è un’immagine comica ma anche un memento per ogni runner. Quanto sia pericolosa la spossatezza e come possa incidere sia sulle vostre condizioni fisiche sia sulle prestazioni atletiche è infatti ben spiegato in questo post di Eymerich che parla di corsa e di donazione del sangue, vi invito soprattutto a leggere i commenti dei nostri lettori.
Video | You Tube
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Coast to coast USA sì, ma in bicicletta. Per darvi l’idea: durante il Giro d’Italia 2009 sono stati percorsi 3456 km in 21 tappe, la Race Across America ha millecinquecento chilometri in più e si fa di filato (!). Lo scopo della gara è semplice: percorrere 4800 km dalla California al Maryland nel più breve tempo possibile. Chi arriva primo vince. Carlo ve ne ha parlato due anni fa in un post cui fecero seguito altri post per una mini cronaca dell’edizione 2007.
Negli ultimi sette anni si sono alternati sul podio lo sloveno Jure Robič (’04/’05/’07/’08) e lo svizzero Dani Wyss (’06/’09). La Race Across America si percorre in otto/nove giorni ed è una prova da ultraciclista dove la concentrazione mentale è tutto. Nel video Peter Oyler un canadese che ha partecipato alla RAAM nel 2009 senza concluderla (ma era arrivato ottavo nel 2007) per raccogliere fondi a favore dell’associazione Kids Help Phone. Appuntamento per la XIX edizione il 9 giugno 2010.
Video | You Tube
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Trentacinque partecipanti – tra di loro sei donne – per la IX edizione della Boa Vista Ultramarathon di Capo Verde, corsa podistica no-stop di 150 chilometri, in palio un montepremi di 6000€. Venerdì 4 dicembre, alle 7 in punto, partiranno per affrontare un itinerario impossibile fatto di pietraie, sentieri sterrati, dune; ammireranno i paesaggi lunari e la maestosità dell’oceano dell’isola di Boa Vista… costante per tutta la gara dovranno combattere o allearsi con un caldo vento tropicale.
Una competizione che spingerà ai limiti i runners e premierà gli atleti capaci di portarsi dietro lo zaino dove custodiranno il materiale obbligatorio richiesto dall’organizzazione, tra cui cibo per 4.000 calorie, un sacco a pelo per la notte e un road book con bussola, dato che la gara è anche in orientamento. Check point ogni 10-15 chilometri per ristorarsi e riposarsi prima di affrontare le tratte successive. Tra iscrizione, volo e pernottamento la Boa Vista Ultramarathon costa attorno ai 1300€ (per maggiori informazioni: www.boavistaultramarathon.com).
Foto | COMetaPRess/Brena/CanonDigital
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Le foto dell’arrivo dei runner fiorentini: la Maratona di Firenze ha visto partecipare migliaia di persone domenica scorsa e vogliamo mostrarvi qualche istantanea dell’evento. Nonostante qualche inconveniente – come i mezzi pubblici non gratuiti per i partecipanti all’evento, un peccato, lo segnala stamattina Il Giornale – è stata una vittoria della volontà e della resistenza sul dolore e la fatica di una gara difficile da portare a termine.
Al traguardo tanti fiorentini sì, ma anche molti runner italiani e stranieri che c’è da scommetterci torneranno a Firenze anche come turisti. Grazie alle foto scattate dal Voglio Vivere Così Social Media Team (ne trovate molte altre su Flickr) vi forniamo una mini-gallery di immagini amatoriali dell’arrivo dei maratoneti in piazza Signoria e l’anno prossimo ci piacerebbe vedervi là anche voi!
Foto | Voglio Vivere Così Social Media Team by Flickr

In ottomila hanno terminato la Florence Marathon in piazza Signoria. La XXVI edizione 2009 ha visto arrivare mille atleti in più al traguardo rispetto all’anno scorso (7000 circa) e se tra i professionisti il podio maschile è stato affare di due kenyani e un etiope (Kipruto, Kosgei e Reta) vogliamo ricordare su outdoorblog gli ottimi piazzamenti degli italiani tra i primi quindici classificati: Danilo Goffi (4), Daniele Caimmi (5), Francesco Bona (7), Federico Simionato (8), Diego Abbatescianni (9) e Fausto Dotti (15).
Tra le donne, dove si impone a sorpresa l’austriaca Gradwohl, applausi a Ivana Iozzia arrivata quarta e a Manuela Manca undicesima. Stamattina la classifica generale non era ancora disponibile sul sito ufficiale (se volete tenerla d’occhio cliccate qui). Voi avete partecipato? Raccontateci com’è andata!
Foto | Florence Marathon 2004 by Flickr

Trekking, mountainbike e corsa nel Bellunese. Oggi vi segnaliamo un bel sito amatoriale dove potrete trovare numerosi itinerari per fare trekking, mountainbike e anche corsa in montagna nella provincia di Belluno e non solo: il Paletto. Soprattutto avrete l’occasione di incontrare una pratica di vita che dall’attività fisica del semplice camminare vorrebbe portare i suoi aderenti a intraprendere:
Un viaggio intorno al mondo che comincia, e si perpetua, come viaggio intorno a se stessi.
Lo leggiamo nel manifesto del sito, illuminante per comprendere il progetto che vi è dietro. Capirete anche voi esplorando queste ricche pagine web piene di foto e di indicazioni utili per ogni escursionista che il Paletto nasce da una passione autentica per il territorio delle Dolomiti bellunesi e per l’outdoor – visto come una vera risorsa per lo spirito umano.
Foto | Il Paletto
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Aspettiamo insieme i risultati della Milano-Pavia, la corsa storica che corre lungo il naviglio. In attesa che sul sito ufficiale pubblichino la classifica è giusto ricordare a chi non la conosce una delle competizioni di running d’”epoca” lombarde, giunta com’è alla 24° edizione disputatasi ieri. Trentatré chilometri, quelli che dividono il capoluogo meneghino, o meglio la sua Darsena (anche Milano aveva un porto!), da Pavia (con l’arrivo al Ponte Coperto che vedete nella foto, simbolo della città).
È caratterizzato da un percorso suggestivo che ricalca in gran parte il corso rettilineo del canale che unisce le due città – l’alzaia del naviglio pavese – ben noto anche ai ciclisti della regione. Avete partecipato quest’anno? Raccontateci la vostra esperienza! Dato il freddo e l’umidità di ieri se siete stati tra i quasi millecinquecento partecipanti avete tutto il nostro appoggio!
Foto | Flickr
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Maratona di New York. Abbiamo parlato del numero chiuso della maratona di Venezia (circa 7000 iscritti) ma sapete nel 1970 quanti runners erano presenti alla prima edizione di quella della Grande Mela? 127. E la finirono in 55. Quest’anno saranno più di quarantamila a saggiare l’asfalto newyorkese ma se siete tra i fortunati sappiate che sta diventando sempre più complicato essere presenti all’appuntamento.
“Partecipare a questa maratona,” afferma il presidente del New York Road Runners’ Club George Hirsch, “è più difficile che entrare a Harvard.”
Una chiara testimonianza di quanto sia cresciuto il fenomeno della corsa in tutto il mondo e in particolare dall’inizio del XXI secolo. Dare dei limiti a queste competizioni, che vanno sempre più configurandosi come eventi di massa, rimane ad ogni modo l’unico modo per assicurare un0 svolgimento il più possibile sicuro e corretto a ogni atleta in gara.
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Born to run, nati per correre. Tre parole in inglese e in italiano per una sola domanda: siamo davvero per conformazione fisica e storia evolutiva progettati per la corsa? Daniel Lieberman e Dennis Bramble, due studiosi americani, lo sostengono da anni: per procacciarci il cibo abbiamo dovuto modificare il nostro corpo. Obiettivo: correre il più velocemente possibile per un tempo costante. Siamo diventati così “corridori nati” quasi per forza.
“Il lavoro di ricerca intorno alla locomozione umana è stato tradizionalmente controverso,” dice Lieberman. “Come minimo, spero che molte persone grazie a questa teoria si pongano degli interrogativi circa al modo in cui gli esseri umani hanno imparato a correre e a camminare e a perché siamo fatti come siamo.”
In tanti hanno dato credito a Lieberman e Bramble, altri no; due settimane fa un bell’articolo di Repubblica raccontava che sì, sapevamo correre molto bene, però da millenni abbiamo dimenticato come si fa. Secondo l’antropologo australiano Peter McAllister stiamo anzi a malapena recuperando adesso, dopo secoli di semi-sedentarietà, una forma fisica sufficiente: ventimila anni fa i nostri antenati correvano a 37 km/h per raggiungere le proprie prede durante la caccia.
Intanto nel dubbio, scusate, esco per correre.
Foto | Mike Baird by Flickr
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