
Ecco una “location” che ogni vero appassionato di subacquea e di immersione dovrebbe visitare almeno una volta nella vita. Stiamo parlando di Cenote Angelita, Mexico.
All’interno di una sorta di cava, per un singolare fenomeno dovuto alla pressione, le acque sono dolci fino alla profondità di circa 30 metri, mentre più in profondità (oltre i 60 metri) le acque sono salate, quindi più dense e pesanti.
Raggiungendo il fondo della cava, come potete vedere dalle foto e dal video qui sopra, durante l’immersione si ha la sensazione di visitare quello che sembra un fiume sommerso, che però ovviamente non è tale, ma semplicemente si tratta di uno strato di acqua con tracce di idrogeno solforoso. Il risultato è incredibile alla vista.
Solo per subacquei con brevetto Advanced e/o esperienza.
Foto | Acidcow
Cenote angelita




Continua a leggere: Subacquea - L'incredibile fiume sottomarino di Cenote Angelita
Una domanda che spesso mi pongo è la motivazione per la quale continuo ad immergermi nonostante le “alzatacce”, la fatica, il caldo ed ultimamente anche i costi.
All’inizio, forse per curiosità, forse per la voglia di area aperta, forse perché spinti da un amico, si segue il corso e si guadagna il nostro bel brevetto “Open Water Diver” o Brevetto di Primo livello.
Personalmente dalla prima immersione in poi è nata in me quasi una morbosa smania di immergermi ovunque: mare, lago, fiume, pozzanghere!
Forse è vero che esiste il morbo da Bacillus subacqueus; ma vediamo quali sono i sintomi:
Continua a leggere: Diving - Esiste il Bacillus subaqueus...come si cura?

Non è un capolavoro il film che celebre regista francese Luc Besson ha dedicato al mare e allo sporte dell’immersione, ma è certamente un film che suo malgrado è entrato nella leggenda.
La storia - Due ragazzi, Jacques e Enzo, accomunati dalla passione per l’immersione subacquea. I due ragazzi vengono accompagnati spesso dal padre di Jacques partecipa alle loro immersioni ma un giorno non riemerge più. Dopo oltre venti anni Jacque ha ancora nel sangue quella morte…
Datato 1988, Le grand Bleu è arrivato in Italia solo nel 2002 a causa l’ostracismo imposto alla pellicola da Enzo Maiorca, che ovviamente si è riconosciuto in uno dei protagonisti, e aveva ritenuto lesivo l’immagine offerta da Besson. Il motivo è presto spiegato, la storia raccontata è parzialmente non è vera ma gettava discredito sul comportamento vile dell’atleta italiano. Intanto per Jacques Mayol è morto suicida e Maiorca ha abbandonato lo sport, quindi i rancori si sono assopiti e il film è potuto uscire anche da noi.
In questo film, l’oceanografo mancato Besson monstra tutto il suo amore per il mare, come nel suo documentario Atlantis, ma contribuisce a rendere mitica la sfida fra due veri atleti che ha trovato una giusta conclusione solo a 14 anni di distanza.
Un film imperfetto ma che è capace di affascinare, non solo gli amanti del mare. Voi che ne pensate?