
La stagione estiva ha portato ai miei piedi un paio di scarpe nuove per affrontare le uscite di allenamento. Premesso che non sono un maratoneta provetto, ho avuto modo di testare un paio di calzature dalle caratteristiche piuttosto tecniche, in particolare che garantiscano il massimo dell’ammortizzamento (grado A3).
Motivo? I miei 90 chili per un metro e 95 centimetri sono certamente delle misure che necessitano un buon supporto per essere scaricate sull’asfalto in modo corretto, soprattutto dopo il recupero dalla rottura di un legamento crociato. Come avevo accennato in un post di qualche settimana fa, ora corro con un paio di Supernova Glide 2, dopo qualche settimana di corse di media durata sono arrivato a farmene una discreta idea. La sensazione immediata che si prova indossando un paio di scarpe del genere è di grande comfort, soprattutto se si è abituati a correre con scarpe di livello inferiore. La suola è rigida nel suo movimento di torsione (grazie al collaudatissimo sistema Torsion 3D), ma allo stesso tempo avvolgente e che permette grande sensibilità (nonostante un’intersuola molto alta).
Dopo i primi passi si ha la sensazione di correre su un piano elastico, non tanto sul comune asfalto. La scarpa offre una sensazione di grande reattività e correre in alcuni momenti sembra più un rimbalzare fluido. Non leggerissima, la Glide 2 però è estremamente morbida e ben regolabile sul collo del piede (un problema non indifferente per chi, come me, ha il piede lungo e con la pianta stretta). Allo stesso tempo però si ha una sensazione di solidità, forse anche grazie alle protezioni avvolgenti che cingono la caviglia e coprono parte del tendine di Achille.
Continua a leggere: Running - Adidas Supernova Glide, la prova su strada
Come sapete il lunedì mattina iniziamo la settimana con un video curioso e divertente che però riguarda da vicino le attività sportive che amiamo su Outdoorblog. Oggi dedichiamo questo spazio a Tonino Lanzellotti, un runner che lo scorso novembre ha corso la Maratona di New York e che per la sua impresa è stato intervistato da una televisione locale di Sant’Agata di Puglia, la sua città natale.
Con tanto di medaglia d’oro (quella che danno a tutti i partecipanti), Tonino si fregia del suo meraviglioso risultato vantandosi di aver superato 19.000 partecipanti. In realtà Tonino ha fatto una bell’impresa, perché arrivare in fondo a una Maratona è sempre un bel risultato, ma con un tempo di quasi 4 ore non si tratta certo di un risultato straordinario. O per lo meno lo diventa in un paesello dove ogni occasione è buona per festeggiare il proprio eroe. Certo che Tonino e il suo allenatore forse si sono lasciati prendere un po’ la mano…

La stagione del running si avvicina lentamente, il tempo per prepararsi ad affrontare maratone, mezze maratone, cross e altre competizioni podistiche si sta piano piano riducendo, quindi è necessario decidersi e iniziare gli allenamenti, nonostante il freddo possa essere un deterrente.
Uno dei nemici più insidiosi per chi si pone come sfida quella di arrivare a un traguardo è proprio quello di mantenere una certa costanza di allenamento. Valutare poi i progressi e i risultati è un passaggio che necessita forzatamente il superamento del primo step, altrimenti si resta a casa a guardare la televisione.
Un sistema utile per aumentare il grado di coinvolgimento, soprattutto per chi è costretto a correre in solitaria, è rappresentato dai sistemi digitali di training che permettono di sondare e programmare ogni sforzo in base a precise tabelle di allenamento. Abbiamo provato per alcune settimane il miCoach, nuovo prodotto di casa Adidas per verificare come funzioni (e come faccia funzionare il nostro corpo).
Il miCoach è un sistema che combina tre elementi che devono essere indossati mentre si corre. Un sensore sui lacci delle scarpe, un laccio elastico da legare in vita con funzione da cardiofrequenzimetro e un piccolo computer a clip che registra ogni dato e ci parla durante la corsa mediante un auricolare.
L’approccio al miCoach non è immediato, i runner meno avvezzi a questo genere di tecnologie possono avere qualche titubanza iniziale, ma una volta rotto il ghiaccio il sistema di allenamento (sia quello “in corsa” che quello “on line” per la valutazione dei progressi) appare decisamente intuitivo e di facile utilizzo.

Il 6 di gennaio chi ama il running ha un appuntamento imperdibile a San Giorgio su Legnano con il mitico Campaccio, una fra le più celebri corse campestri in Italia, organizzata dall’Unione Sportiva Sangiorgese.
Sono oltre 900 gli atleti che mercoledì mattina si schiereranno ai nastri di partenza ma il nome più celebre è ancora in forse. Pare comunque molto probabile la presenza di Gebre-egziabher Gebremariam, atleta etiope detentore del titolo di Campione del mondo di cross.
Confermata invece la presenza del keniano Eliud Chipchoge, vincitore della scorsa edizione e medaglia di Bronzo a Pechino e di Moses Masai. Tra gli italiani a difendere il tricolore ci saranno Andrea Lalli, Stefano La Rosa e Martin Dematteis.
Continua a leggere: Cross - La Campaccio attende Gebremariam

Correre è il modo più semplice ed economico per tenersi in forma. Si può correre per dimagrire, per divertirsi, per allenarsi e per preparare una maratona, basta saper scegliere il livello di sforzo necessario.
Chi ama il running sa quanto possa essere difficile organizzare e pianificare i proprio allenamenti. Meglio evitare il fai da te in caso si punti a finire la prossima maratona in meno di 3 ore, ma per ritornare al proprio peso forma ci si può allenare anche da soli.
In questa prospettiva ci può aiutare Mycoach di Adidas, seconda generazione di trainer digitali che aiutano il corridore durante le sessioni di corsa. Un sensore da mettere sulla scarpa, una fascia che rileva il battito cardiaco e un piccolo dispositivo che registra tutti i dati e comunica con un auricolare le informazioni che un personal trailer potrebbe fornire. Ma soprattutto un sito internet dove loggarsi e scaricare i dati dei propri allenamenti in modo da poterli gestire in forma manageriale scegliendo il programma più adatto alle proprie esigenze.
Nei prossimi giorni avremo modo di testare un Mycoach, vi faremo sapere le impressioni direttamente su strada!
Continua a leggere: Running - Allenarsi con Mycoach di Adidas

Quando parliamo di running spesso lo facciamo in occasione di maratone o di altri grandi appuntamenti sportivi. Ma non si corre solo per vincere, soprattutto per passione, per mantenere la forma e per divertirsi. Aggiungete a quest’ultimo elemento un po’ di spirito natalizio e una grande colletta per raccogliere beneficenza, troverete certamente tanti “matti” disposti a correre in mutande nonostante il freddo dell’aria di Boston.
La prima volta fu nel 2000, oggi è diventata una vera e propria tradizione. Parliamo della Santa Speedo Run che si corre la seconda domenica di dicembre.
Terminata la corsa, non importa chi vince, si finisce a festeggiare “al chiuso”, sapendo di aver fatto anche del bene…
Continua a leggere: Running - Babbo Natale corre in mutande nel gelo di Boston

Mud Run Race è una corsa di cross-country che si tiene tradizionalmente ogni 5 di dicembre a Peats Ridge nei pressi di Sydney, in Australia.
Una corsa dedicata agli amanti del fango, del “dirt”, che non hanno certo paura di sporcarsi!I partecipanti infatti sono costretti ad attraversare grandi vasche di fango, paludi e torrenti melmosi per due percorsi di 6 e di 12 chilometri. Come spesso accade in questi casi non importa tanto chi vince, ma partecipare!
Ecco le foto più belle della gara!
Mud Race Australia








Continua a leggere: Mud Run Race - In Australia si corre nel fango

La nona edizione della Boa Vista Ultramarathon, competizione di podismo estremo di cui vi abbiamo parlato settimana scorsa, ha visto Adilson Fortes Spencer Valera (nella foto numero 3 della gallery), vincitore tre anni fa, concludere il tracciato – ricordiamo lungo 150 chilometri – al primo posto in 21:09:30. Il podista capoverdiano è uno specialista della disciplina e gli ha giovato indubbiamente la maggiore conoscenza del territorio.
Ecco gli altri risultati: al terzo posto assoluto e primo degli italiani il comasco Stefano Molteni che dopo aver tenuto un ritmo di gara alto nei primi trenta chilometri ha risparmiato le energie per poi accelerare nel finale concludendo in 24:37:00. Tra le sei donne in gara, tutte italiane, bella prova di Marzia Bonavita che vince per la seconda volta la prova al femminile con il tempo di 25:26:27; anche la Bonavita come Adilson aveva infatti già vinto l’Ultramarathon nel 2006.
Foto | COMetaPRess/Brena/CanonDigital

Trentacinque partecipanti – tra di loro sei donne – per la IX edizione della Boa Vista Ultramarathon di Capo Verde, corsa podistica no-stop di 150 chilometri, in palio un montepremi di 6000€. Venerdì 4 dicembre, alle 7 in punto, partiranno per affrontare un itinerario impossibile fatto di pietraie, sentieri sterrati, dune; ammireranno i paesaggi lunari e la maestosità dell’oceano dell’isola di Boa Vista… costante per tutta la gara dovranno combattere o allearsi con un caldo vento tropicale.
Una competizione che spingerà ai limiti i runners e premierà gli atleti capaci di portarsi dietro lo zaino dove custodiranno il materiale obbligatorio richiesto dall’organizzazione, tra cui cibo per 4.000 calorie, un sacco a pelo per la notte e un road book con bussola, dato che la gara è anche in orientamento. Check point ogni 10-15 chilometri per ristorarsi e riposarsi prima di affrontare le tratte successive. Tra iscrizione, volo e pernottamento la Boa Vista Ultramarathon costa attorno ai 1300€ (per maggiori informazioni: www.boavistaultramarathon.com).
Foto | COMetaPRess/Brena/CanonDigital
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