Gillian Cooke è una “bobsledder” famosa in Scozia per aver avuto un passato da atleta di salto con l’asta e di salto in lungo ed essere poi approdata alle discipline invernali (per colpa di un infortunio che non le permetteva di allenarsi nel salto). In tutto il mondo però è ancora più famosa per il suo fondoschiena. Infatti, durante la penultima tappa della Coppa del Mondo di bob, a Saint Moritz, in Svizzera, le è capitato di mostrare il posteriore in diretta Tv non volendo, a causa di un cedimento della sua sottilissima tuta aerodinamica.
Gillian ora è a Vancouver per le Olimpiadi invernali e, in coppia con Nicola Minichiello (Nicola, nei paesi anglosassoni, è un nome da donna), disputerà la sua prova di bob con la speranza di tornare celebre per le sue prestazioni sportive (è uno degli equipaggi favoriti).
I fan del team britannico di bob femminile sono diventati tantissimi anche grazie al video dell’inconveniente della Cooke, prontamente riproposto su YouTube e siccome Gillian ha dichiarato che farà la sua gara con la stessa tuta della Adidas che indossa da 18 mesi a questa parte, è probabile che le batterie del bob femminile (in programma per il 23 e 24 febbraio) diventino molto più interessanti, non dico della discesa libera, ma almeno del curling…
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Stanotte è andata in scena la finale di snowboard cross femminile. La nostra sorridente Raffaella Brutto – campionessa iridata italiana degli ultimi tre anni (2007/2009) – ha mestamente finito la sua corsa agli ottavi dove il diciassettesimo posto nel rank non le ha permesso di proseguire oltre. Fa male essere la prima delle escluse (qui la classifica con i tempi di Raffaella) ma dieci secondi dalla prima sono tanti e al solito le fasi successive dello snowboard cross femminile hanno visto altre nazioni darsi battaglia, Francia e Svizzera su tutte.
La gara ha visto incoronare vincitrice la 31enne Maelle Ricker che si mette al collo la seconda medaglia d’oro per il Canada, una cronaca della competizione è già disponibile su Wikipedea; a gioire con lei la francese Deborah Anthonioz – una vera outsider, non aveva vinto nulla in dieci anni, grande soddisfazione per i cugini transalpini – e la svizzera Olivia Nobs – prima medaglia femminile elvetica, già seconda ai mondiali disputatesi in Corea l’anno scorso. Se invece volete essere vicini alla nostra Raffaella il suo sito lo raggiungete cliccando qui o sul credit della foto.
Foto | www.raffaellabrutto.com
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Dopo il terzo posto di Alessandro Pittin nella combinata nordica, il secondo Bronzo arriva dallo slittino singolo ma purtroppo la festa non è certo delle migliori.
La gara si è svolta regolarmente, nonostante tutti avessero ancora negli occhi l’incidente mortale dell’atleta georgiano Nodar Kumaritashvili. Per l’italia c’era Armin Zoeggeler che ha portato il tricolore sul podio conquistando un bronzo.
Armin però non è uno che si accontenta di un terzo posto. Alle olimpiadi aveva esordito con la medaglia di bronzo ai Giochi di Lillehammer 1994. Nel 1998 a Nagano arrivò quella d’argento. Nel 2002 a Salt Lake City fu oro, come pure quattro anni dopo a Torino. Nel suo palmares ci sono anche cinque campionati mondiali, nove coppe del mondo di slittino e due campionati europei.
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Alberto Schiavon, lo potete leggere sul suo blog, è arrivato al villaggio olimpico di Vancouver; Schiavon, qui la sua scheda sul sito ufficiale delle Olimpiadi invernali 2010, gareggerà nello snowboardcross, la spettacolare “discesa su pista” di questa disciplina. Grande visibilità per il nostro atleta sulla stampa – sabato scorso è apparsa una sua intervista sul numero di febbraio di Montebianco, dopodomani lo troverete sulle pagine di SportWeek, il settimanale della Gazzetta. Il suo momento arriverà lunedì 15: ore 19.30, qualificazioni, poi via via ottavi, quarti, semifinali, fino alla possibile finale alle 23.50. Per chiunque volesse ammirare una delle ultime gare di Alberto ricordo che può leggere il nostro post di una settimana fa cn tanto di video (cliccate qui).
Foto | Dylanindustries by Flickr
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L’attesa sta per finire, gli allenamenti anche e Manuel Pietropoli, considerato uno tra i dieci rider più forti in Europa, è arrivato a Vancouver per difendere i nostri colori nell’halfpipe. Più precisamente grazie alla copertura televisiva di Sky e della Rai dovrete accendere il televisore il 17 febbraio alle ore 22:05 per le qualifiche e poi, incrociando le dita, di nuovo per la finale prevista alle ore 04:15. Tutte le info cliccando qui.
Eh già, notte fonda per noi, ma il fuso renderà mattiniere queste Olimpiadi invernali quanto quelle di Pechino 2008! La neve a Cypress Mountain sta arrivando dopo i timori di questi giorni e anche le strutture per l’halfpipe sono pronte; abbiamo dovuto aspettare Vancouver per vedere lo snowboard sui canali tradizionali, ora tutti assonnati ma attenti sul divano a tifare Italia e Manuel Pietropoli.
Foto | © Dean Seguin
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La febbre per Vancouver 2010 sale, i Giochi olimpici invernali stanno per partire e i biglietti venduti che sono stati consegnati in questi giorni sono purtroppo già oggetto di speculazioni incredibili. In Canada lo sport nazionale è l’hockey su ghiaccio, ne vanno letteralmente matti, una passione pari a quella per il calcio che affligge tanti italiani; ebbene, secondo il quotidiano Vancouver Sun i biglietti per gli incontri della finale del 28 febbraio sono in vendita sul mercato non ufficiale a 10.000€ l’uno (ben inteso, per i posti migliori). Anche per assistere alla cerimonia di apertura del 12 febbraio è iniziato un “avido” bagarinaggio, ma invece, a Torino 2006 com’era andata? Raccontatecelo nei commenti!
Foto | Flickr

Vancouver 2010: il nome del portabandiera per l’Italia. Quasi quarant’anni e non sentirli, Giorgio Di Centa da ieri è ufficialmente il nostro portabandiera per i Giochi invernali di Vancouver 2010. Medaglia d’oro nella 50 km e nella staffetta 4 x 10 ai Giochi di Torino che tante soddisfazioni ci hanno regalato, soprattutto per ciò che ha riguardato l’organizzazione dell’evento in sé, Di Centa è stato scelto dal CONI per “[…] il suo passato e per quello che rappresenta”.
Non mettiamo in discussione il valore di Di Centa ma se aveste dovuto decidere per una delle nostre giovani promesse – da Marco Concin a Denise Karbon – invece, chi avreste scelto?
Foto | Flickr
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Il ministero della salute ha riservato 350 dosi di vaccino contro il virus H1N1 per la delegazione italiana che tra il 12 e il 28 febbrario andrà a Vancouver per l’Olimpiade Invernale e la Paralimpiade.
La conferma arriva direttamente dal viceministro Ferruccio Fazio che nel corso di una conferenza stampa ha spiegato che nonostante il virus non sia pericoloso quanto si temeva negli scorsi mesi, nessuno vuole che la rappresentanza italiana alle Olimpiadi di Vancouver sia decimata dal virus. I motivi sono ovvi.
La scelta di vaccinare gli atleti olimpici non risponde a precise scelte di natura sanitaria, ma semplicemente a modo di precauzione come per una “comune” influenza. Il presidente del Coni Gianni Petrucci ha infatti sottolineato che saranno emesse delle norme igieniche rigide per gli spogliatoi che saranno distribuite agli atleti ma ha anche sottolineato che non ci sono implicazioni e urgenze per quanto riguarda gli altri sport. In nessun altro stato del mondo è stato infatti previsto alcun provvedimento analogo.
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Di sicuro è strano sentire parlare di snowboard quando guardando fuori si annaspa dal caldo ma c’è chi sullo snow ha già iniziato la sua vincente stagione e quindi onore al merito.
Parliamo di Shaun White e di Coppa del Mondo di Half Pipe la specialità della tavola fatta di salti e peripezie in un cilindro di neve dove vince chi fa più spettacolo eseguendo i trick più belli e come spesso accade a fare questo è lui il rosso Shaun.
Anche a Cardrona, in Nuova Zelanda, la stella indiscussa è stata lui (come accadde anche a Torino 2006), con una prestazione che gli permette di mettere già la sua personale ipoteca sulla Coppa del Mondo e soprattutto sulle attesissime Olimpiadi che si terranno a Vancouver nel febbraio del 2010. Sull’Half Pipe di Cardrona intanto non c’è stato avversario capace di stargli dietro, anche se c’è chi si è difeso bene, come Iouri Podladtchikov, secondo con 44.4 punti e il giapponese Kazuhiro Kokubo terzo in 43.2, ma il 47.1 di Shaun è roba da altro pianeta. I gara c’erano anche gli italiani Manuel Pietropoli che ha chiuso 25° e Lorenzo Buzzoni 61° al traguardo.
Divertente anche la gara femminile che ha visto protagonista la cinese Jiayu Liu prima con il punteggio di 44.1, davanti americane Kelly Clark, seconda con 40.5 punti, e Gretchen Bleiler terza con 37.1 punti.
Via | excite.it
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Mi permetto di segnalarvi un’interessante intervista fatta da Giorgio Pasini Marchi per il quotidiano Tutto Sport, e pubblicata in parte sul sito, al leggendario campione di snowboard Shaun White. Negli Stati Uniti è venerato dalla folla come una rock star ,a 22 anni ha già vinto un oro olimpico a Torino ed è alla caccia del prossimo per le olimpiadi di Vancouver 2010.
Photo | Flickr