Nfl | Ancora polemiche sui Washington Redskins: "Nome che offende i nativi"

E' una querelle infinita quella che riguarda gli Washington Redskins e chi vorrebbe che il nome della squadra di football americano della capitale statunitense cambiasse. Il club trasse spunto dall'allenatore William "Lone Star" Dietz che vantava origini Sioux. Fu in suo onore che nel 1933 i Boston Braves assunsero il nome di Redskins, che fu mantenuto anche quando la squadra si trasferì a Washington. Nello scorso febbraio Robert Holden, vice direttore del National congress of american indians, commentò duramente per l'ennesima volta: "Non vogliamo questi onori". Una prima causa presentata nel 1992 per cambiare nome alla squadra si chiuse senza risultato nel 2009.

I Redskins si sono sempre opposti a scegliere una nuova denominazione e un sondaggio del 2002 fra i nativi americani ha riscontrato che la maggioranza non si sente insultata dal nome della squadra. La traduzione italiana di Redskins è pellerossa, e questo termine, secondo chi ha spedito la missiva, rappresenta una sorta di insulto razzista per i nativi americani. E' una parola spesso utilizzata nei film western. Ma la contesa sembra destinata a durare ancora per molto tempo. ''Cambiate nome, non dovete offendere i nativi americani''. E' il senso della lettera che 10 membri del Congresso degli Stati Uniti hanno inviato in questi giorni ai Washington Redskins, franchigia che vanta in bacheca 3 Super Bowl.

La lettera è stata spedita a Daniel Snyder, presidente della squadra, allo sponsor principale del team, al presidente della Nfl Roger Goodell e alle altre 31 franchigie della lega. Recentemente, in un'intervista a Usa Today, Snyder ha chiarito che non ha nessuna intenzione di modificare il nome del club: ''Non lo cambieremo mai, è semplice. MAI. Potete scriverlo tutto a lettere maiuscole''. Chiaro e coinciso. La palla ovale, ora, potrebbe passare nuovamente...alla Corte.

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