Running - Il dolore al fianco destro

dolore al fianco destroI dolori addominali sono una categoria di disturbi abbastanza comune tra i podisti.
Fra questi in particolare è molto frequente la fitta al fianco destro, il cosiddetto "male al fegato", che si innesca quando la prestazione atletica si fa più impegnativa, per esempio dopo un cambio di ritmo degli allenamenti.

Gli specialisti hanno spesso addotto cause meccaniche per il "male al fegato".
Per esempio c'è chi ritiene che il dolore dipenderebbe da uno stiramento dei legamenti che sostengono il fegato, causato dai sobbalzi della corsa quando la prestazione si fa più intensa; infatti il fastidio scompare, o si attenua di molto, quando si riduce il ritmo oppure se vengono rafforzati opportunamente i muscoli dell'addome oppure se si assumono farmaci antispatici.

Altri chiamano in causa il fegato stesso, pensando che la fitta si manifesti per l'elevata richiesta di glicogeno durante gli allenamenti più intensi, ed un organo ricco di tale sostanza è proprio il fegato; oppure si dice anche che il fegato si affatica perché deve disintossicare l'organismo dal­le scorie che si formano durante lo sforzo. In tal caso il problema sarebbe dato dalla mancanza di adattamento dell'organismo e del fegato e il dolore dovrebbe scomparire entro un mese.

E' strano che un fenomeno così comune, che per molti può essere problematico e invalidante, solo di recente sia stato inquadrato clinicamente, tanto che ancora oggi è possibile sentire, da parte dei medici, risposte fra loro del tutto discordanti.

Dare una risposta univoca e certa per ogni caso è difficile ma, grazie agli studi del prof. Giovanni Tredi­ci, insegnante di Anatomia Umana all'Università di Milano e medico-capo del Giro d'Italia, è stata individuata una serie di cause legate alla cistifellea.

Il prof. Giovanni Tredi­ci ha sperimentato che i dolori al fianco possono essere di due tipi, persistenti ma meno intensi oppure brevi e pungenti, con la cistifellea che può trovarsi in condizioni di sovradistensione oppure contratta e spastica.
Questa seconda condizione è la più frequente ed è legata all'aumentare dell'impegno fisico, quando la cistifellea reagisce ai mutati livelli di certi ormoni, come per esempio la colecistochinina.
La prima condizione, quella della cistifellea sovradistesa può essere dovuta a poca fluidità della bile che in tal modo provoca spasmi nei canali biliari che devono trasportarla fino all'intestino.

In ogni caso la cura del prof. Tredi­ci consisterebbe nell'assunzione di sostanze, dette acidi colici, che hanno sia l'effetto di alzare la soglia di sensibili­tà della parete della cistifellea sia di rendere più fluida la bile.
Detto più semplicemente si tratta di assumere farmaci, il che lascia un po' intedetto chi come il sottoscritto preferirebbe farne a meno.

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