Tour de France 2013 al via, ma per Lance Armstrong "impossibile vincerlo senza doping"

Il texano getta ombre sull'evento ciclistico più importante del mondo.

Qualcuno penserà che non si stanca mai di essere il bad boy del ciclismo mondiale, anche ora che non può più gareggiare in alcuna gara, ora che ormai ha confessato tutto in diretta tv, che ha chiesto scusa e che ha scoperchiato un vaso di Pandora con le sue dichiarazioni. Lance Armstrong torna a fare il "disturbatore" proprio a poche ore dall'inizio del Tour de France 2013, l'edizione numero 100 della Grande Boucle, quella che lui ha vinto sette ma volte, ma tutti e sette i titoli gli sono stati revocati perché i trionfi sono arrivati grazie all'utilizzo di Epo.

Armstrong, in una recentissima intervista al giornale francese Le Monde, ha detto:

"Il Tour è una prova di resistenza in cui l'ossigeno è determinante. Basta fare un esempio: l'epo non aiuterà un velocista a vincere i 100 metri, ma è determinante per chi corre i 10.000 metri, è evidente"

Il texano ha spiegato che è impossibile vincere una corsa come il Tour de France senza il doping e ha precisato che non è lui che ha inventato il doping, ma semplicemente faceva parte di un sistema.
Pat McQuaid, presidente dell'Uci, l'Unione ciclistica internazionale, ha subito commentato l'uscita di Armstrong dicendo:

"Triste che Lance dica queste cose alla vigilia della 100ª edizione del Tour. In ogni caso, posso dire con sicurezza che si sbaglia. I suoi commenti non sono d'aiuto al ciclismo. La cultura è cambiata dall'era Armstrong e oggi è possibile gareggiare e vincere in modo pulito"

Per McQuaind Armstrong è un opportunista che ha tirato fuori queste dichiarazioni proprio alla vigilia dell'inizio del Tour per attaccarlo e per attaccare le istituzioni.

C'è da dire che Amstrong ha cercato di attenuare un po' il peso delle sue dichiarazioni dicendo che sono riferite "ai suoi tempi" e specificando che oggi i controlli sono più severi. Questa sua più recente affermazione, in effetti, non cambia di una virgola quello che ha già raccontato all'inizio dell'anno durante l'intervista rilasciata a Oprah Winfrey, quando ha più volte ribadito che faceva parte di un sistema, lasciando intendere che facevano tutti la stessa cosa, cioè erano tutti dopati. Adesso Armstrong, distrutto da mesi lontano da competizioni di qualsiasi tipo (anche i masters di nuoto e la maratona di Chicago cui teneva moltissimo), se l'è presa in maniera più diretta con l'Usada, l'Agenzia antidoping americana cui non ha concesso la sua collaborazione e ha detto che gli ha distrutto la vita senza che da questa sua vicenda se ne traesse un reale beneficio per il ciclismo.

Sul fatto che le dichiarazioni siano uscite a ridosso dell'inizio del Tour si potrebbe anche pensare che è semplicemente ora che Le Monde ha deciso di intervistarlo. Insomma, tanto clamore, ma alla fine non c'è niente di nuovo, niente che Armstrong non abbia già detto in passato. Solo che adesso fa più rumore perché il Tour sta cominciando e tutti sognano di trascorrere tre settimane a parlare solo di ciclismo. Durante il Giro non è stato possibile, perché son saltati fuori altri casi di doping, vediamo se almeno con la Grande Boucle l'immagine di questo sport riesce a ripulirsi un po'.

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