Olimpiadi di Sochi, allarme terrorismo: il capo dei ribelli ceceni ordina attacchi | Video

Si prospettano mesi di tensione e preoccupazione. All'appuntamento dei XXII Giochi olimpici invernali di Sochi mancano ancora molti mesi (si gareggerà dal 7 al 23 febbraio 2014), ma i guerriglieri ceceni promettono azioni eclatanti. Il capo della guerriglia cecena, Doku Umarov, ha fatto pervenire al sito Kavkazcenter.com, vicino alla posizione dei guerriglieri, un video in cui invita più o meno esplicitamente ad attaccare i Giochi e a boicottarli, anche ricorrendo ad azioni terroristiche. Il messaggio lanciato desta timori fondati:

"Sappiamo che sulle ossa dei nostri avi, sulle ossa di tanti, di molti musulmani che sono morti e sepolti sul nostro territorio lungo le coste del Mar Nero, oggi su tutto questo si apprestano a mettere in scena i Giochi olimpici noi come mujahedeen non dobbiamo permettere che questo accada, in qualsiasi modo".

L'appello di Umarov, che si autodefinisce emiro del Caucaso, è mirato a lanciare la jihad in Russia in vista dell'evento olimpico fortemente voluto da Vladimir Putin. Sochi è una città della Russia meridionale, situata nel territorio di Krasnodar sulle rive del mar Nero, in una delle zone più instabili del conflitto russo - ceceno. E' la prima volta che Umarov minaccia i Giochi Olimpici, mentre ha rivendicato numerosi attacchi mortali in passato. Due, violentissimi, nel 2010: l'attentato all'aeroporto di Mosca Domodedovo (37 morti) e alla metropolitana della capitale russa (40 morti). "Un tale messaggio significa che in questo momento il pericolo è reale. Speriamo che nei prossimi mesi si riesca a mediare. Lo spirito olimpico deve unire, non dividere", ha commentato preoccupato Giorgio Di Centa, olimpionico dello sci di fondo.

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