America's Cup 2013 | Luna Rossa rinuncia alla regata, organizzatori preoccupati

La battaglia legale di Luna Rossa. L'equipaggio italiano rinuncia alla prima regata, oggi il verdetto della giuria.

Sui forum di vela in lingua inglese sono molti gli utenti che appoggiano "la battaglia di Luna Rossa" nei confronti dell'organizzazione. Il pretesto della sicurezza serve semplicemente per mettere fuori stazza l'equipaggio guidato da Max Sirena, secondo i vertici di Luna Rossa. Il cambio delle regole in corsa (vietati i timoni ultra performanti), a pochi giorni dall'inizio della Louis Vitton Cup, rappresenta il pomo della discordia tra i defender di Oracle e due imbarcazioni sfidanti. Ma nel frattempo New Zealand si è praticamente tirata fuori dalla contesa, mentre la barca italiana non fa marcia indietro. Gli sponsor premono, i soldi in ballo sono tanti.

Luna Rossa vuole andare fino in fondo anche per una questione di principio e sulla linea di partenza della prima regata che prevedeva proprio la sfida tra il team italiano e New Zealand alle 12,15 locali (le 21,15 italiane), si è presentato solo il maxicatamarano di Emirates Team, che ha preso il via regolarmente acquisendo così il primo punto. Oggi sarà esaminato il ricorso contro le decisioni del direttore di gara Iain Murray. Il team italiano ha fatto presente che "uno dei pilastri fondamentali di qualunque America's Cup è il Regolamento di Classe, che viene proposto dal defender ed è accettato dai challenger al momento in cui lanciano la sfida. Queste regole possono essere cambiate unicamente con il consenso unanime dei team concorrenti, come è successo per oltre una dozzina di emendamenti introdotti durante questa Coppa. Questa è una garanzia fondamentale a tutela dei diritti dei challengers".

Max Sirena, skipper di Luna Rossa Challenge, ha ribadito: "Regatare con queste regole, imposte dal direttore di regata, costituirebbe in qualche modo un'accettazione tacita da parte nostra. Non è così". Ha quindi chiarito ancora una volta: "Non abbiamo altra scelta se non quella di rimanere a terra finché la Giuria Internazionale non si sarà pronunciata. Siamo stati costretti a prendere questa posizione. Non siamo venuti a San Francisco per guardare le regate, ma per regatare".

"Non è una notizia inaspettata ma è pur sempre deludente", ha detto Stephen Barclay, CEO dell'America's Cup. Che aggiunge sconsolato:

"Si sceglie di non regatare, non è un caso in cui non si è in grado di farlo. Le persone realmente danneggiate da tutto questo sono i tifosi, che da più di due anni aspettano la prima regata con questi spettacolari catamarani AC72. La situazione è particolarmente deludente se si pensa che Luna Rossa era in mare sabato. Non capisco. Sono scesi in acqua, poi hano detto di aspettare l'esito della protesta ma non gareggeranno contro New Zealand".

Gli scenari possibili. Se verranno mantenuti i timoni attuali, a trarne beneficio saranno Luna Rossa e i kiwi. Artemis (la barca di Paul Cayard) ha già dichiarato che si ritirerà dall'evento, addirittura prima del varo del secondo Ac72, previsto a fine mese. La nuova imbarcazione rimpiazzerà quella andata distrutta nell'incidente costato la vita ad Andrew Simpson (9 maggio). Oracle, che non regaterà prima del 7 settembre (data d'inizio dell'America's Cup) avrà a disposizione alcune settimane per mettersi in regola. Se, viceversa, prevarrà la decisione di modificare i timoni, non è escluso un ricorso di Luna Rossa alla Corte Suprema degli Stati Uniti.

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