Gianluigi Quinzi e quelle dichiarazioni sul doping nel tennis citando Djokovic, Federer e Nadal

Tre settimane fa Gianluigi Quinzi vinceva il torneo junior di Wimbledon balzando, all'improvviso, alle cronache dello sport nazionale. Ora, dopo essersi goduto il meritato trionfo, eccolo di nuovo su siti e giornali non per un successo sul campo bensì per alcune sue dichiarazioni su un tema piuttosto delicato quale quello del doping nel tennis.

Intervistato da Sportmediaset, Gianluigi, con la franchezza tipica della sua età, ha espresso sull'argomento dichiarazioni che non sono certo passate inosservate, per un motivo molto semplice. Quinzi ha fatto qualche nome e piuttosto eccellente. Su tutti quello di Novak Djokovic. Il campione serbo, nei giorni scorsi a Roma per sottoporsi ad alcuni test medici, aveva speso belle parole per il tennista marchigiano definendolo un talento con grandi potenzialità. Quinzi non lo ha ripagato con la stessa moneta. Leggete qui

Quando vedi giocatori come Djokovic disputare all'Australian Open un match lungo 5 ore e, il giorno seguente, gioca altre 5 ore  la vedo un pò ... mi viene qualche dubbio, insomma. Ovviamente però non sto dicendo che sono dopati. 

Queste dichiarazioni di Quinzi, più delle altre seguenti, hanno scatenato un ampio dibattito in rete, su siti dedicati al tennis e pagine dei social network. Non pochi utenti hanno rimproverato all'azzurro una disparità di trattamento tra Djokovic e Nadal, quest'ultimo da sempre suo idolo e non certo estraneo a maratone tennistiche e recuperi a dir poco miracolosi con un ginocchio sempre più scricchiolante.

Nell'intervista Quinzi cita anche Rafa e Federer ma non certo per lanciare sospetti o velate accuse quanto per reclamare una parità di trattamento nei controlli anti doping

Federer e Nadal non li prendono mai  così come con il numero 30 o 40 del mondo. Io penso che non tutti sono trattati  allo stesso modo nel circuito sul doping. Tutti devono essere uguali. Se Nadal o Federer devono essere presi, allora vanno presi perché non è che senza di loro finisce il tennis

Clicca qui per vedere l'intervista di Quinzi

Mentre Quinzi tirava in ballo illustri colleghi, qualche "pesce piccolo" è stato pizzicato. Viktor Troicki è stato sospeso 18 mesi dall'ITF per aver saltato un controllo ematico lo scorso aprile durante il Masters di Montecarlo. Il serbo farà appello contro la decisione avversa. Intanto ha proclamato la sua innocenza affermando di non essersi sottoposto alle analisi per problemi di salute. Nei guai anche Marin Cilic a causa di alcune barrette energetiche consumate durante il torneo di Monaco di Baviera. Quelle barrette contenevano glucosio in eccesso, il che ha influito sui test del croato risultati sospetti. La positività sarebbe stata annunciata a Cilic durante il torneo di Wimbledon ma la collaborazione con l'ITF e la buona fede potrebbero favorire una riduzione della squalifica a tre mesi dalla data dell'infrazione. Di conseguenza Marin potrebbe tornare in campo già sul cemento americano.

Foto © Getty Images

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