Baseball Mlb, Alex Rodriguez squalificato 211 partite per doping, altri dodici fuori per 50 match

Cala la scure delle squalifiche per doping sul Baseball MLB. Pena severissima per il terza base dei New York Yankees, Alex Rodriguez, estromesso dalla Lega per 211 partite, in pratica per quel che rimane della stagione in corso e per tutto il prossimo campionato. Altri 12 atleti squalificati con effetto immediato per 50 match. Tra questi qualche nome eccellente come Melky Cabrera esterno dei Toronto Blue Jays, il lanciatore degli Athletics Bartolo Colon, lo slugger dei Texas Rangers Nelson Cruz e l'interbase dei Tigers, Johnny Peralta. Curiosamente rispetto a quanto avviene in altri casi riscontrati in altri sport, nessuno degli squalificati è stato trovato positivo a un controllo antidoping.

Rodriguez atteso al rientro in campo stanotte dopo un anno di stop a causa dell'infortunio a un'anca ha preannunciato ricorso in appello e fino al verdetto finale può essere schierato regolarmente. L'asso degli Yankees, originario della Repubblica Dominicana, e gli altri 12 squalificati sono accusati di aver intrattenuto rapporti con la clinica Biogenesis. Quest'ultima, operante in Florida prima della chiusura, aiutava alcuni sportivi ( si dice non solo del baseball...) a migliorare le loro performance fornendo sostanze proibite quali testosterone e l'ormone umano per la crescita.

Una brutta pagina per  il baseball made in Usa che potrebbe perdere, in attesa del verdetto definitivo, uno dei suoi uomini simbolo. Classe 1975, A-Rod è all'ultimo anno del contratto decennale con gli Yankees da 26.5 milioni a stagione, stipendio al quale dovrebbe rinunciare se lo stop dovesse essere confermato. In carriera con le maglie dei Seattle Mariners, dei Texas Rangers e dei NYY ha totalizzato ben 642 home run, imponendosi come uno dei migliori terza base di sempre. E' stato spesso al centro di storie di gossip. Ex fidanzato dell'attrice Cameron Diaz, si dice abbia avuto un flirt anche con Madonna. Numeri e storie di un campione che, negli Stati Uniti, ha fatto e farà parlare ancora a lungo di sè.

Foto © Getty Images

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