Mosca 2013, il bacio tra le atlete russe non era una protesta, solo felicità

La portavoce di Tatyana Firova e Kseniya Ryzhova ha smentito che i baci tra le due atlete siano stati un segno di protesta contro la cosiddetta legge "anti-gay".

Nei giorni scorsi abbiamo volutamente evitato di parlare di un argomento che invece è stato sulla bocca di tutti: i baci tra le atlete russe Tatyana Firova e Kseniya Ryzhova, due del quartetto che ha vinto la staffetta 4x400 ai Mondiali di atletica leggera di Mosca 2013 lo scorso sabato 17 agosto.

Il gesto è stato presentato nelle prime pagine e nelle home dei siti più famosi come una protesta contro la legge russa che vieta la propaganda di relazioni non tradizionali davanti ai minori, altresì detta semplificando "legge anti-gay". Questa notizia ha rubato, in molti casi, il poco spazio riservato dai media main stream ai Mondiali di atletica, e meno male che c'è stato Usain Bolt a riportare l'attenzione sull'aspetto agonistico dell'evento.

Dopo i mille articoli sul bacio rivoluzionario di Firova e Ryzhova, ecco che oggi sono tutti costretti a fare retromarcia e a riportare invece le parole della portavoce della Federazione, Alla Glushenko, che spiega:

"Tutte queste storie sono state gonfiate dai media occidentali e non corrispondono alla realtà. Il bacio era un'espressione di gioia per la vittoria e nient'altro, non c'era alcun retropensiero"

Ora è prevista anche una conferenza stampa delle atlete e i giornalisti, se lo vorranno, potranno chiedere direttamente a loro numi su questo fatto.
Non nascondiamo di aver cercato tra sabato e domenica un profilo Twitter o Facebook o una dichiarazione rilasciata dalla due atlete alla stampa russa per capire qual è il loro vero pensiero su questa vicenda. Se lo avessimo trovato, ne avremmo parlato anche noi, ma non c'era traccia di un loro intervento sul tema, perciò abbiamo preferito lasciare agli altri le supposizioni su che cosa quei baci potessero significare.

La naturalezza con cui le atlete si sono baciate sia in pista sia sul podio davanti alle altre due compagne di squadra Yulia Gushchina e Antonina Krivoshapka che, al contrario di quanto detto da altri media, a noi sono sembrate tutt'altro che basite, ci faceva pensare che le due protagoniste di questa vicenda non dessero alcuna importanza a quel gesto, non lo caricassero di alcun significato rivoluzionario e che fosse semplicemente un'abitudine, anche perché è noto che in Russia ci si bacia a stampo sulle labbra anche tra persone dello stesso sesso così come noi italiani siamo abituati a baciarci due volte sulle guance o i francesi tre…

Insomma, il sospetto di un'esagerazione da parte dei media che non aspettavano altro che gesti eclatanti di protesta c'è stato fin dal primo momento e ora si conferma fondato. Chi voleva la protesta contro quella legge che noi occidentali, giustamente, proprio non riusciamo a capire, deve accontentarsi delle unghie arcobaleno di Emma Green Tregaro e delle sue compagne di squadra svedesi.
E sarebbe un peccato se in futuro, parlando di Elena Isinbaeva e del suo Mondiale di Mosca 2013 ci si ricordasse più delle polemiche scaturite dalle sue parole sulla legge anti propaganda gay che del fatto che è tornata meritatamente campionessa del mondo dopo sei anni.

I baci e l'esultanza delle atlete russe della 4x400
I baci e l'esultanza delle atlete russe della 4x400
I baci e l'esultanza delle atlete russe della 4x400
I baci e l'esultanza delle atlete russe della 4x400
I baci e l'esultanza delle atlete russe della 4x400
I baci e l'esultanza delle atlete russe della 4x400
I baci e l'esultanza delle atlete russe della 4x400
I baci e l'esultanza delle atlete russe della 4x400
I baci e l'esultanza delle atlete russe della 4x400

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

  • shares
  • Mail