Tom Denniss, l'uomo più veloce a completare il giro del mondo a piedi

Ha percorso 26mila chilometri in 20 mesi e ha raccolto 31mila euro per una Ong.

Ci sono volute 17 paia di scarpe, ma alla fine Tom Denniss non solo è riuscito a fare il giro del mondo a piedi (e già questa è una grande impresa), ma è stato il più veloce percorrendo 26mila chilometri in 20 mesi, dal dicembre 2011 a oggi, 13 settembre 2013, e ha anche raccolto 31mila euro per l'Ong Oxfam Australia. In pratica, per 622 giorni ha corso una maratona quotidiana. Al suo fianco c'è sempre stata la moglie Carmel, che qualche volta ha corso, più spesso lo ha seguito su qualche veicolo senza faticare, e ora proprio lei lo sprona a fare un "giro d'onore".

In effetti, appena arrivato all'Opera House di Sidney, da dove era partito il 31 dicembre 2011, Tom Denniss ha detto che ormai il suo corpo è abituato a camminare tanto e dopo aver attraversato il Grand Canyon, le Ande, il deserto di Nullarbor, è pronto a tutto e non sa cosa sia la stanchezza.

Tom Denniss è sempre stato un atleta, a scuola ha raggiunto un record personale di tutto rispetto nei 100 metri in 10" 90, poi ha giocato a calcio, ma a 21 anni ha capito che preferiva le competizioni di lunga durata e si è dedicato alla maratona, dove ha un miglior personale di 2h 49' 14". Ha corso spesso lunghissime distanze (fino a 100 km) prima di dedicarsi a questa impresa che lo ha portato a vedere tutto il mondo che, dice, ora gli sembra più piccolo.

E siccome in un corpo sano c'è anche una mente sana, Tom Denniss, che nel 1997 ha fondato un'azienda, la Oceanlinx, che sviluppa una tecnologia che converte l'energia delle onde oceaniche in elettricità (il primo impianto dovrebbe essere operativo entro la fine dell'anno), ha anche un dottorato di ricerca in Matematica e Oceanografia, una laurea con lode in Scienze e una in Matematica. Ha lavorato anche come insegnante nelle scuole superiori, come docente universitario e come banchiere, occupandosi di investimenti. Inoltre, è un ex musicista professionista e ha suonato in otto Paesi diversi, ha giocato anche a rugby, sempre da professionista, ed è un artista dilettante.

Foto © Carmel Denniss

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