Running: fegato e sforzi prolungati

Come sappiamo, nelle gare di fondo e nella maratona il ruolo più importante del fegato è quello di costituire il deposito di una discreta quantità di glicogeno che può servire a mantenere costante la glicemia e fornire energia ai muscoli.

In realtà è anche vero che in questo tipo di prove il fegato si affatica moltissimo a causa del necessario smaltimento delle sostanze derivate dal catabolismo muscolare. Che dire allora della prova a cui è sottoposto quest'organo quando si percorre un'ultramaratona da 100 chilometri?

Alcuni studiosi spagnoli hanno analizzato il sangue di 13 atleti dopo una gara di 100 chilometri completata in tempi compresi fra le 7 e le 9 ore.
Oltre agli enzimi provenienti dai muscoli e dalle cellule del fegato hanno trovato un forte aumento di bilirubina, una normale conseguenza della rottura dei globuli rossi e dell'uscita di emoglobina, che viene scomposta fino a dare luogo alla bilirubina che si così si accumula nel sangue.

Esistono però diversi tipi di questa sostanza ed è proprio distinguendo tra essi che gli studiosi spagnoli hanno dimostrato che il suo aumento è legato anche a disturbi epatici, dovuti al fatto che durante la corsa, il sangue va soprattutto ai muscoli e, in misura molto ridotta del normale, al fegato e agli altri organi addominali.

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