Running - Corsa e limiti umani

C'è da rimanere a bocca aperta davanti ai record mondiali degli ultimi anni sulle distanze del fondo, del mezzofondo e della maratona.
Tergat e, più recentemente, Gebrselassie(Berlino Marathon 2007), sono solo alcuni esemplari del progresso infinito della macchina umana.

Atleti in possesso di capacità organiche nel fondo, nella velocità e nella potenza muscolare di altissimo livello, che hanno messo in pratica le più moderne metodologie di allenamento miscelando qualità e quantità in maniere sempre più allenanti e sempre più esasperate nell'intensità e nei recuperi.
Ovviamente alle spalle di questi atleti, insieme alle metodologie di allenamento ci sono sono anche gli allenatori, i medici, i fisioterapisti che ne curano la vita sportiva in ogni singolo aspetto.

Secondo me la strada verso il record parte con una certa predisposizione genetica, continua con la possibilità di allenarsi duramente e in continuazione e termina con la capacità di sopportare grandi carichi di lavoro senza subire infortuni.

Secondo alcuni, in determinate specialità dell'atletica, dai salti ai lanci, siamo già ai limiti dell'umana possibilità. Nel fondo e nel mezzofondo però il problema è più complesso e sembra che ci siano dei margini di miglioramento, soprattutto nei 5.000, 10.000 e maratone, mentre nei 1.500, negli 800 e su distanze inferiori le possibilità sono molto più ristrette.

E' come se più si entra nel campo anaerobico (distanze più brevi e maggiori velocità, potenza muscolare esplosiva) più le barriere della natura sono insormontabili, mentre al contrario più si lavora nel campo aerobico più si può sperare di migliorare i primati mondiali.

Cosa ne pensate? Scenderemo mai sotto le 2 ore in maratona?

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