Running - Corsa sì, tabelle no (1)

Un po' per volta stiamo rifornendo il blog di tabelle di allenamento per tutti i gusti, ma ciò non toglie che una gran quantità di podisti viva gli allenamenti alla giornata, senza seguire alcun piano specifico di preparazione o tabella, senza porsi alcun obbiettivo se non quello di sentire le gambe che "girano" e di fare quel tipo di fatica che gratifica.

Potrebbe sembrare che si tratti di runner sprovveduti, che capiscono poco o nulla di corsa e di miglioramento delle prestazioni, ma che in realtà preferiscono vivere la corsa semplicemente come l'occasione per fare qualcosa che piace, senza farsi condizionare da nulla, affidandosi all'istinto.

Pur continuando a correre "a sensazione" è comunque possibile ottenere dei buoni risultati al punto da affrontare qualche gara, senza mirare troppo in alto ovviamente ma senza nemmeno essere costretti a fare proprio il bagaglio di conoscenze tecniche che mancano.

In uno dei prossimi post fornirò un microciclo di due settimane, con un'alternanza di sedute fra i tipi sotto descritti, che lasci una certa libertà anche a chi non vuole sentirsi costretto da cronometri e tabelle troppo schematiche.

Senza scendere troppo nel dettaglio, i tipi di seduta a cui dedicare attenzione saranno quattro:

Corsa lunga lenta: utile per allenare la resistenza, questa seduta è più lunga rispetto agli altri tipi di allenamento e va svolta con un impegno abbastanza facile, su un percorso collinare o su un fondo che sia un po' vario, in modo che l'impegno aumenti solo in alcuni tratti. Dopo una seduta di corsa lunga lenta per "sciogliere le gambe" vanno eseguiti degli allunghi, che sono dei cambi di ritmo da correre su tratti di 60-100 metri a intensità quasi massimale, recuperando con corsa lenta.

Variazioni lunghe: utili per allenarsi a correre in presenza di acido lattico, queste prove si svolgono durante una corsa su strada con fondo pianeggiante dopo una mezz'ora di riscaldamento; basta aumentare il ritmo fino a raggiungere la velocità che si avrebbe su una gara di 10 chilometri e mantenendo questa velocità dai 3 ai 10 minuti al massimo.

Variazioni brevi: si svolgono come le variazioni lunghe solo che durano dai 30 secondi ai 2-3 minuti e l'impegno dovrebbe essere quello di una gara da 3-5 chilometri.

Sprint in salita: utili da correre dopo mezz'ora di riscaldamento su tratti di 50-70 metri con pendenza fino al 15% (anche un cavalcavia può andare bene) recuperando per 20 secondi al passo, finchè si sente di riuscire a svolgere le prove fino a un massimo di 15 volte.

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