Basket, Italia: Hackett “Petrucci, io ci sono per un caffè”

Io e Petrucci abbiamo sbagliato a parlarci tramite i giornali. Io ci sono per un caffè, se vuole”, poche parole, ma decisamente molto significative per il basket italiano. A pronunciarle è stato Daniel Hackett, ai microfoni RaiSport, dopo il netto successo della sua Siena a Pesaro, nel posticipo della quarta giornata. Un primo ed importante segnale di disgelo con il presidente federale, dopo tutte le polemiche dell’ultima estate azzurra, per la mancata partecipazione del giocatore agli Europei in Slovenia.

Un caso nato subito dopo il raduno azzurro a Milano: Hackett si presenta da campione d’Italia, ma in cattive condizioni fisiche e, ad inizio agosto, arriva la rinuncia definitiva alla rassegna continentale. Un comunicato della Federazione sibillino, la furia del giocatore e poi una serie di punzecchiature a mezzo stampa: “Non è un campione chi non gioca con la propria Nazionale”, dice Petrucci, la risposta del senese via Twitter e così via. Fino ad arrivare a ieri sera ed a queste parole finalmente di apertura.

A dir la verità, già nei giorni scorsi il presidente toscano Ferdinando Minucci aveva tentato una mediazione: “Ritengo questa discussione frutto di alcune incomprensioni – le sue parole a metà ottobre – Le risolveremo con un incontro che ho promosso personalmente”. Attendiamo questo chiarimento, sperando vada nel modo sperato: il basket italiano e la Nazionale hanno bisogno dei loro migliori giocatori per tornare tra le migliori squadre a livello continentale e non solo. Hackett è sicuramente uno di questi.

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