La Procura Antidoping del Coni deferisce Alessandro Ballan: chiesti 2 anni di squalifica

Chiesti anche l'inibizione a vita per il dottor Guido Nigrelli e di sette anni per il dottore Fiorenzo Egeo Bonazzi.

Alessandro Ballan è stato deferito dalla Procura Antidoping (UPA) del Coni alla Seconda Sezione del Tribunale Nazionale Antidoping con l'accusa di aver violato l'articolo 2.2 del Codice Wada e per questo motivo sono stati chiesti due anni di squalifica.

L'articolo in questione è quello che riguarda l'uso o il tentato uso di una sostanza vietata o di un metodo proibito e nello specifico il comma 2.2 recita:

"Il successo o il fallimento dell'uso di una sostanza vietata o di un metodo proibito non costituiscono un elemento essenziale. È sufficiente, infatti, che la sostanza vietata o il metodo proibito siano stati usati o si sia tentato di usarli per integrare una violazione delle NSA (Norme Sportive Antidoping, ndr)"

A questa conclusione l'UPA è giunta sulla base degli atti trasmessi dalla Procura della Repubblica di Mantova in seguito alla cui inchiesta Ballan e altri importanti nomi del ciclismo sono stati rinviati a giudizio. La prima udienza si svolgerà il 10 dicembre e in totale sono 28 gli imputati: tra di loro, oltre all'ex campione del mondo, anche Marzio Bruseghin, Marco Bandiera, Mauro Da Dalto e Mirco Lorenzetto. L'inchiesta è la stessa che ha coinvolto Damiano Cunego, Michael Rasmussen e i dirigenti della Lampre-Merida Beppe Saronni e Fabrizio Bontempi.

L'inchiesta della procura di Mantova è partita nel dicembre del 2008 e si è concentrata su presunti traffici di farmaci e sostanze illecite che si appoggiavano alla farmacia del dottor Guido Nigrelli, per il quale l'UPA chiede l'inibizione a vita. Nigrelli non è un tesserato, così come il dottor Fiorenzo Egeo Bonazzi, per il quale l'inibizione chiesta è di sette anni.

Ora tocca al Tribubale Nazionale Antidoping decidere se accontentare l'UPA oppure no. Ovviamente il procedimento è distinto e separato rispetto a quello del Tribunale di Mantova.

Ballan, in particolare, è stato accusato anche di autoemotrasfusione, prati a che consente di arricchire il sangue e dunque avere migliori prestazioni, ma su questo punto la sua difesa, condotta dall'avvocato Fabio Pavone, è molto chiara: Ballan non si è sottoposto ad autoemotrasfusione, ma a ozonoterapia e in un periodo in cui non gareggiava, nel 2010, per guarire da un virus. In base a una sentenza del Tribunale di Este l'ozonoterapia non è considerata una pratica dopante.

Ballan, classe 1979 ora in forza alla BMC, ha avuto un'annata piuttosto sfortunata: oltre alle accuse della Procura di Mantova e ora di quella Antidoping, è stato vittima l'anno scorso (13 dicembre 2012) di un incidente durante un allenamento in Spagna, quando cadendo in discesa si è fratturato il femore e la milza, che gli è stata asportata. Nonostante tutto è riuscito a tornare ad allenarsi a marzo 2013, ma ha subito altri stop durante l'anno. Per la prossima stagione ha detto che gli piacerebbe correre al Giro d'Italia.

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