Pietro Mennea escluso dalla Hall of Fame. La Fidal esprime la sua amarezza alla Iaaf

Secondo la Iaf servono almeno due ori olimpici o mondiali e un primato del mondo.

Si può lasciare fuori dalla Hall of Fame dell'atletica leggera mondiale un uomo e un atleta come Pietro Mennea? Uno che, oltre ad aver vinto un oro e due bronzi alle olimpiadi, tre ori, due argenti e un bronzo agli Europei, un argento e un bronzo ai Mondiali, otto ori ai Giochi del Mediterrano, ha stabilito un record del mondo durato 17 anni, può non essere considerato tra i migliori di sempre nel suo sport?

Il 19" 72 che la Freccia del Sud stabilì sui 200 metri nel 1979 alle Universiadi di Città del Messico non solo ha resistito 17 anni a livello mondiale ma è addirittura ancora imbattuto a livello europeo eppure la Iaaf non vuole inserirlo nella sua Hall of Fame (mentre è ovviamente presente in quello della Fidal).

Il motivo per cui la Federazione internazionale non ha accettato Mennea tra gli sportivi che più si sono distinti nella storia dell'atletica leggera è che gli manca un requisito: per farne parte, infatti, servono almeno due ori olimpici o mondiali e un record del mondo. Nel caso del più straordinario atleta italiano di sempre ci sono il primato mondiale e un oro alle Olimpiadi, ma non si è tenuto conto di un elemento molto importante: Menna ha potuto partecipare a una sola edizione dei Mondiali, quella del 1983, ossia la prima, quando aveva già 31 anni e raccolse il bronzo nella sua specialità, i 200 metri, e un argento nella staffetta 4x100, quando con i suoi compagni fu secondo solo agli Stati Uniti di Carl Lewis.

Il fatto di avere avuto meno occasioni rispetto agli atleti che sono venuti dopo di lui per conquistare un oro mondiale non è stato tenuto in considerazione dalla Iaaf, tanto che ieri a Montecarlo ha deciso di escludere Mennea dalla Hall of Fame. Eppure per altri atleti sono state fatte delle eccezioni: per esempio la maratonete norvegese Grete Waitz è stata inserita nonostante abbia vinto solo un oro mondiale, ma ha stabilito più volte il record del mondo, mentre la velocista francese Marie-José Pérec ha conquistato tre ori olimpici e due mondiali, ma nessun primato iridato. La situazione di Mennea sarebbe la stessa, perché c'è un primato mondiale, che non è uno qualunque, ma il più longevo di sempre, e c'è un oro olimpico, mancherebbe un altro oro, ma perché nel suo caso non ci sono deroghe? Ovviamente viene da pensare che sia solo perché l'Italia ha meno "potere", ma non si può dimenticare che Mennea è stato un grande uomo di sport, un simbolo, e ha avuto una brillante carriera anche quando si è ritirato, conseguendo cinque lauree e venendo eletto al Parlamento Europeo.

Ora la Federazione italiana di atletica leggera, attraverso le parole del suo presidente Alfio Giomi, ha annunciato che, pur non volendo avviare alcuna polemica, esprimerà comunque il suo dispiacere al presidente della Iaaf Lamine Diack con una lettera. Ecco che cosa ha detto Giomi:

“Stiamo inviando una lettera, senza intenti polemici, a Lamine Diack per manifestare la nostra amarezza rispetto a quanto accaduto. Il nostro vuole essere un invito a riprendere in considerazione nell’imminente futuro questa decisione che, purtroppo, cade proprio ad appena otto mesi dalla scomparsa di Mennea. È stato un uomo indimenticabile che tanto ha saputo dare ben oltre l’atletica e che per questo merita un posto tra i più grandi di sempre”

Giomi ha anche fatto riferimento ai criteri in base ai quali la Iaaf decreta l'inserimento degli ex atleti nella Hall of Fame:

“Rispettiamo le regole ma questa 'stretta' prettamente formale che la Iaaf ha voluto applicare per Mennea, a nostro avviso, non tiene del tutto conto dell’arco temporale nel quale si è sviluppata la carriera del campione azzurro. La Freccia del Sud appartiene, infatti, a una generazione di atleti che, per motivi prima di tutto anagrafici, ha conosciuto il suo culmine in un periodo precedente all’istituzione della rassegna iridata

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