Lance Armstrong: "L'UCI sapeva che mi dopavo e mi copriva"

In un'intervista al Daily Mail il texano ha rivelato che l'ex presidente UCI Hein Verbruggen lo aiutava a continuare a correre nonostante i test positivo.

Lance Armstrong ha promesso che collaborerà con i nuovi vertici dell'Unione Ciclistica Internazionale dell'Agenzia Mondiale Antidoping e che racconterà tutto quello che sa sul doping e come è riuscito a farla franca per tanti anni, ma intanto, dopo la confessione di gennaio a Oprah Winfrey eccone un'altra durante un'intervista al Daily Mail.

Si tratta di un'intervista molto particolare perché rilasciata alla presenza di Emma O'Reilly, colei che gli faceva da assistente e massaggiatrice nel 1999 e che per prima, insieme con Betsy Andreu (moglie di Frankie Andreu uno dei gregari del texano), è uscita allo scoperto dicendo che di fatto veniva utilizzata come "corriere del doping" perché costretta a trasportare le sostanze proibite.

Armstrong al Daily Mail ha detto che non basterebbero altre venti intervista da Oprah per raccontare tutto quello che è successo negli anni dei suoi sette trionfi al Tour de France ottenuti grazie a un attento e meticoloso programma di doping, ma la rivelazione più scottante è quella che riguarda Hein Verbruggen, che in quegli anni era il presidente dell'UCI. Di lui l'ex ciclista ha detto:

"Era una figura chiave nella mia via di fuga dai controlli antidoping. Sapeva del mio utilizzo di sostanze dopanti e mi aiutava a nasconderlo. Fu una delle persone che mi permise di portare a termine il Tour de France 1999 nonostante fossi risultato positivo a un test"

Nel corso dell'intervista Armstrong ha fornito anche ulteriori dettagli sul sistema attraverso cui veniva coperto il suo doping, a partire dalle prescrizioni mediche retrodatate della sua squadra, la US Postal, con le quali veniva giustificata una sua positività con il fatto che aveva usato una crema contenente steroidi, che gli era stata prescritta per risolvere un problema cutaneo creatogli dal sellino della bicicletta.

Armstrong, che è stato squalificato a vita, collaborando potrebbe ottenere una riduzione della sospensione a otto anni e ora ha detto:

"Non ho più intenzione di mentire per proteggere queste persone che non meritano il minimo rispetto. Io li odio. Ho chiuso con loro"

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