Robin Haase attacca Nadal: "Dovrebbero fargli più controlli antidoping"

Il personaggio tennistico del giorno è l'olandese Robin Haase. Cosa è accaduto ?. Nulla di trascendentale. Solo un altro capitolo, l'ennesimo, della telenovela tennis-antidoping, due universi che, evidentemente, faticano a comunicare con successo.

L'attuale n° 43 del mondo, che quest'anno vanta come miglior risultato due finali perse a Gstaad e Vienna, ha raccontato la sua storia al quotidiano online Volkskrant. Nel 2006, Haase ha ricevuto una lettera dall'Atp in cui veniva informato dell'esito sospetto di un controllo antidoping sulle urine, nel quale risultava un valore di testosterone superiore a quello consentito. Al tennista viene così chiesto di sottoporsi ad altri tre controlli che rivelano, fortunatamente per lui, che il livello elevato di testosterone era dovuto a sua produzione spontanea. Le accuse, dunque, vennero ritirate e Haase potè proseguire, indisturbato, la sua attività professionale.

Il particolare che stupisce e lascia interdetti è che, all'epoca, nessuno ha mai parlato o scritto di questa delicata vicenda, nè la locale federazione tennistica nè la stessa Atp. Semplice coincidenza o tentativo di insabbiamento ?. Quest'ultima è l'ipotesi più gettonata per i media olandesi. Haase, dal canto suo, con candore ammette:

Sono stato trovato positivo al controllo nel 2006. Ho avuto un attacco di panico. Ricevetti una lettera allarmante dell'ATP che voleva confermare il sospetto che avevano nei miei confronti. Ma poi credo che siano emersi nel corso del tempo gli stessi valori e da lì non li ho più sentiti

L'olandese poi si concede una digressione sull'attuale sistema antidoping vigente nel tennis, non risparmiando velati sospetti su Rafa Nadal, ahimé, sempre al centro delle chiacchiere, anzi delle calunnie, quando si parla di pratiche illecite utilizzate per migliorare risultati e prestazioni sul campo

Penso che i controlli ci debbano essere e che non siano mai abbastanza. Guardate Nadal. Se uno vince tutto dopo sette mesi di infortunio, io penso che qualche controllo in più forse glielo farei

Foto | © Getty Images

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