Nuoto, Filippo Magnini: "Voglio provare ad arrivare a Rio 2016 anche se avrò 34 anni"

Il 5 dicembre presenterà il suo libro fotografico sui retroscena della sua vita da nuotatore.

A due settimane dagli Europei in vasca corta di Herning, Filippo Magnini ha rilasciato un'intervista in esclusiva a Tommaso Mecarozzi di RaiSport parlando della sua carriera, dei momenti più belli, di quelli più brutti e dei progetti anche al di fuori della piscina.

In questo periodo il due volte campione del mondo dei 100 stile libero si sta allenando al centro Federale di Verona, guidato da suo cugino Matteo Rivolta che allena anche Federica Pellegrini e Alex Di Giorgio.
Magnini dice chiaramente che il suo obiettivo è di arrivare alle Olimpiadi di Rio 2016, ma non lo dà come un risultato scontato, perché sa che avrà 34 anni e che dovrà lottare e faticare parecchio per raggiungere i tempi necessari per qualificarsi, per questo valuterà anno per anno cosa fare.

Già ora i suo allenamenti sono molto diversi di quelli dei suoi compagni di squadra, alcuni fino a dieci anni più giovani di lui, ma questo non gli impedisce di sognare, a cominciare dagli imminenti Europei indoor che si svolgeranno a Herning, in Danimarca, dal 12 al 15 dicembre, dove lui nuoterà i 200 stile libero e la staffetta 4x50 e a tal proposito dice:

"Promettere una medaglia è impossibile, però sento di poter ancora dire la mia, ci proverò nei 200 stile libero e speriamo bene anche per la staffetta"

Magnini precisa che in ogni competizione da qui alle Olimpiadi darà tutto ogni volta perché ammette di non essere più "giovincello" e di non poter più fare discorsi del tipo "nuoto tranquillo per due anni e poi do tutto ai Giochi".
Guardando poi agli Europei di Berlino dell'agosto 2014, Magnini ci arriva da campione in carica nei 100 stile, ma sa che confermarsi sarà arduo:

"Ragionerò come al solito: dare il massimo e divertirmi. Ma so che ci sono avversari difficilissimi da battere. Io comunque se sarò lì farò di tutto per difendere il titolo"

Per quanto riguarda i momenti più belli, Magnini dice che ce ne sono stati molti e che in generale è molto contento della sua carriera e non potrebbe essere altrimenti visti i due ori e un argento mondiali, nove ori, tre argenti e tre bronzi europei, il bronzo olimpico, più tante altre medaglie in vasca corta e i 31 titoli italiani. Le gioie più grandi sono state la vittoria a Montreal 2005, arrivata a sorpresa e nella gara più importante di tutte, ma anche l'ultimo titolo europeo. Il nuotatore considera momenti felicissimi anche tutte le volte che è caduto e si è rialzato, mentre i periodi più brutti sono stati quello dei super costumi e gli ultimi due anni e dice che da quando Alberto Castagnetti non c'è più molte cose sono cambiate, perché lui aveva un modo di difendere i suoi atleti che nessun altro in Federazione ha.

E a proposito dei rapporti con la Federazione, Magnini ha ammesso di essere rimasto un po' male di non essere stato confermato capitano della nazionale ai Mondiali di Barcellona, soprattutto per il modo in cui la decisione è avvenuta. Per tradizione la nazionale italiana di nuoto è sempre stata capitanata dal più anziano, indipendentemente dai titoli vinti, per cui, per esempio, anche quando lui era il più forte al mondo, i capitani erano atleti che avevano anche solo qualche mese d'età in più (come Christian Galenda), ma da quest'anno la Federazione ha deciso di fare come gli americani e di cambiare capitano ogni anno, perciò, a pochi giorni dal Mondiale, è stato scelto Mirko Di Tora, anche se moralmente in molti hanno continuato a considerare lui il capitano.

Per quanto riguarda il futuro, quando smetterà di nuotare, Magnini rivela che ha intenzione di continuare in ogni caso a praticare sport, perché lo adora e non può farne a meno, poi probabilmente proverà a esplorare altri campi, perché non sa stare fermo. Intanto, già il 5 dicembre, sarà presentato il suo primo libro, un volume fotografico che coglie i retroscena della sua vita da nuotatore.

Sui possibili eredi, Magnini dubita che ci possa essere ora qualcuno in grado di ripetere i suoi risultati almeno nei 100 stile libero, mentre vede in Matteo Rivolta un potenziale vincitore di molti titoli nei 100 delfino.

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