Atletica femminile e disordini alimentari

Una ricerca condotta su oltre 400 atlete in America ha indicato come tipico il ritenere che il loro corpo non sia mai al meglio e di voler perdere sempre qualche chilo in più.


  • Il 43% era terrorizzato dall'idea di andare sovrappeso

  • Il 22% era estremamente preoccupato in merito al cibo e al peso

  • Il 31% aveva periodi mestruali assenti o irregolari (un segno di inadeguato rifornimento dell'organismo)

  • Il 34% ha subito fratture da stress (debolezza ossea e fratture da stress sono comuni nelle atlete con periodi mestruali irregolari).

  • Il 18% delle donne era a rischio di anoressia

  • Il 34% era a rischio di bulimia.

Uno psichiatra della Harvard Medical School, il Dott. David Herzog, specializzato nel trattamento dei disordini alimentari ha individuato alcune questioni chiave in un suo libro.

Questo post, lungi dall'essere solo la segnalazione di un'arida ricerca, potrebbe tornarvi utile se siete parenti, allenatori o semplicemente amici di un'atleta con problemi di questo genere, e aiutarvi nella comprensione di cosa davvero succede in questi casi.


  • Prima di tutto, i disordini alimentari (come anoressia e bulimia) vanno sottoposti a una diagnosi psicologica e non di carattere nutrizionale. Infatti tali disordini hanno poco a che vedere col cibo. Il cibo è solo il sintomo, non il problema.
  • I disordini alimentari possono influenzare sia atleti di sesso femminile che di sesso maschile. Gli atleti maschi tendono a non mostrarsi tristi, insoddisfatti o impauriti o feriti, temendo di essere ridicolizzati o rifiutati, finendo con l'eccedere negli esercizi e con l'esaurirsi.
  • Le atlete con disordini alimentari tendono a non piacersi e a sentirsi inadeguate. La dieta e il dimagrimento finiscono col sembrare gli unici modi per correggere quello che si giudica sbagliato!
  • Le atlete con disordini alimentari tendono ad avere molto talento, a lavorare duramente per raggiungere gli obbiettivi che si sono posti e a metter alla prova le loro capacità. Talvolta spronano se stesse a lavorare/studiare/esercitarsi sempre, senza sosta, fino a sentirsi in colpa a prendersi una pausa per se stesse o per fare comunque qualcosa di diverso.
  • Le atlete con disordini alimentari di solito temono di non essere in grado di smettere di mangiare una volta iniziato, il che le porta a cercare di evitare di mangiare del tutto, resistendo non solo all'appetito ma anche all'angoscia di sentirsi sole; infatti è difficile avere una vita sociale quando si teme di mangiare.
  • Quando un'atleta non vuole mangiare con il team, nè stare a pranzo con la famiglia, non bisogna cercare di forzare la situazione.
  • Se le atlete cominciano a parlare di come si sentono grasse non bisogna cercare di correggerle, perchè tenderanno a non credere a chi gli dice che non è vero. Piuttosto bisogna portarle a parlare dei loro stati d'animo e di cosa dà loro angoscia, per consentire loro di aprirsi e condividere i loro pensieri.
  • Se alla fine un'atleta condivide l'oscuro segreto di avere un disordine alimentare, bisogna farle capire che si è apprezzato il suo sforzo.
  • D'altra parte se vi confrontate con atlete che negano di lottare contro la bulimia o l'anoressia, non tentate di traformarvi in detective per provare che sbagliano. Piuttosto, cercate di comprendere perchè nascodnono tutto ciò e hanno problemi a farvelo sapere. Cercano di non farvi preoccupare oppure si vergognano?
  • Dire ad un'atleta semplicemente "mangia" non risolve il problema che nasce da un suo vuoto interiore che è intenso, resistente, difficile da riconoscere e difficile da trattare. Se un'atleta ha questi disordini alimentari riterrà che mangiare la faccia sentire peggio. Recommend counseling, not as a means to “fatten her up,” but to end the loneliness of the disorder and to find inner peace.

E' certo importante contare su un buon coach per migliorare le performance atletiche, ma è anche importante avere un buon “mental-coach”, un terapista capace di gestire questo tipo di disordini per migliorare la qualità della vita.

Via | Nancy Clark (Board Certified Specialist in Sports Dietetics)

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