Running - L'importanza di correre veloci

Chi si dedica con continuità ad un sano e tranquillo jogging, con un basso chilometraggio e una bassa intensità dello sforzo, diminuirà certo il rischio di infortuni da sovraccarico ma non migliorerà mai i suoi tempi di corsa.

All'Università di Copenhagen, degli scienziati danesi hanno studiato un campione di atleti esperti che si allenavano correndo fino a 100 km a settimana a ritmo di gara.
Ad un gruppo di questi atleti è stato fatto dimezzare il chilometraggio, portandolo "solo" a 45 chilometri a settimana, ma aggiungendo agli allenamenti una serie di tratti di corsa più brevi da effettuare a velocità massimale.
L'altro gruppo ha continuato col chilometraggio di 100 km a settimana.
Come esito di questo studio, quelli che hanno corso di meno ma ad una velocità maggiore hanno avuto un miglioramento del 7% del massimo consumo di ossigeno.

Questo significa che chi non incrementa mai la velocità in pratica non migliora, anche correndo il doppio dei chilometri. Fare semplicemente jogging quindi, chè è di per sè una pratica dal ritmo blando, riduce il rischio infortuni ma, alla lunga, le fibre muscolari si abituano a quei ritmi e si tenderà a correre sempre piano, senza miglioramenti di velocità.

Quando si fa una gara, si riesce a correre al massimo alla velocità con cui si corre negli allenamenti, e anche se uno corre moltissimi chilometri, tenderà ad andare lento anche in competizione; quindi se non si è in grado di correre forte già negli allenamenti si andrà piano anche quando è la velocità quella che conta, cioè in gara.

Chi si allena per la maratona, potrebbe pensare che il runner che macina più chilometri sia il migliore, dopotutto molti campioni corrono per oltre 130 chilometri a settimana; le strutture del loro corpo, però, si sono da tempo abituate a tali quantità, complice anche qualche vantaggio genetico.
La maggioranza dei podisti non professionisti invece non potrebbe mai coprire simili distanze settimanali senza ritrovarsi continuamente alle prese con infortuni e interruzioni della pratica sportiva.

Quindi l'abilità di correre forte in gara, dipende di più da quanto forte si corre in allenamento, che da quanti chilometri si fanno ogni settimana.

Attenzione però! Chi vuole migliorare in questo campo, è meglio che non cerchi di correre ogni giorno a ritmi elevati, in quanto l'esercizio intenso può danneggiare muscoli e tendini e causare infortuni da sovraccarico.

Il consiglio che viene dagli esperti, invece, è di cercare di correre con ritmo elevato solo una o due volte la settimana e mai in giorni consecutivi, nè quando si sentono le gambe pesanti o indolenzite.
Quando si spinge molto in allenamento, infatti, occorreranno almeno 48 ore prima che la riparazione muscolare consenta di correre di nuovo a quella velocità.
Dopo ogni allenamento di qualità è bene prendersi un giorno di riposo, magari correndo un lento, proprio come fanno i top-runner che pianificano gli allenamenti in modo da fare i lavori di qualità più impegnativi solo un paio di volte a settimana.

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