Volley, Nneka Arinze testimonial del Mondiale in Italia dopo gli insulti razzisti

Anche in uno degli sport più corretti al mondo si insinua la piaga del razzismo.

La Federazione Italiana di Pallavolo ha annunciato attraverso il suo profilo Facebook che Nneka Arinze, la giocatrice del Mesagne che domenica scorsa è stata vittima di insulti razzisti durante la partita in trasferta contro il Montescaglioso, sarà testimonial dei Mondiali di pallavolo femminile che si svolgeranno in Italia a settembre di quest'anno.

Intanto la società lucana si è difesa: il dirigente Vittorio Digrazio ha detto che non ci sono stati insulti di alcun tipo, meno che mai razzisti, durante il match nei confronti delle giocatrici ospiti. La Fedrvolley, invece, ha evidentemente preso la sua posizione scrivendo sul social network:

"Al razzismo bisogna dire no e si deve reagire. Lo ha fatto Nneka Arinze, del Mesagne Volley, quando si è sentita insultare mentre era in campo e ha deciso di denunciare l'accaduto. Lo ha fatto FIPAV, condannando l'episodio e chiedendo alla pallavolista romana di diventare testimonial del Mondiale Femminile di Pallavolo che si terrà quest'anno in Italia. Anche Mauro Berruto è intervenuto a sostegno della schiacciatrice, che si è detta commossa per le belle parole del CT azzurro.
Noi tifiamo per una pallavolo migliore di questa. Brava Nneka, siamo con te!"

Con un comunicato stampa la Fipav ha anche annunciato l'avvio di un'indagine per individuare "soggetti responsabili di manifestazioni intolleranti" poi ha aggiunto:

"Con l’occasione la Federazione Italiana Pallavolo, nell’ esprimere la più totale solidarietà nei confronti di tutti coloro che abbiano subìto forme di discriminazione, vuole fermamente ribadire la propria condanna verso qualsiasi espressione di razzismo che non fa parte della storia e della cultura delle migliaia di persone appartenenti al movimento"

Insulti razzisti contro Nneka Arinze del Mesagne


Martedì 13 gennaio 2014

Chi ama e segue la pallavolo non è abituato alle polemiche. Ultimamente ce ne sono state un po' legate ad alcune vicende societarie, ma quando si tratta di quello che avviene nei palazzetti raramente resta qualche strascico, questo perché sia i giocatori sia i tifosi sono estremamente corretti e anche le sviste arbitrali vengono perdonate con molta più rapidità di qualsiasi altro sport. E tra l'altro il volley è uno dei pochi che sta facendo rapidi e seri passi per limitare al minimo gli errori dei direttori di gara grazie al video check, un esperimento in cui l'Italia si distingue positivamente rispetto a tutti gli altri Paesi.

Detto questo, dobbiamo purtroppo riferire di un episodio di razzismo avvenuto domenica scorsa del quale nelle ultime ore si sta discutendo parecchio. Anche da questo punto di vista la pallavolo non ha mai avuto grandi problemi. Le nostre nazionali sono un esempio straordinario avendo come punte di diamante Ivan Zaytsev tra i ragazzi e Valentina Diouf tra le ragazze, più altri ottimi giocatori da Dragan Travica a Jiri Kovar fino a Raphaela Folie e Indre Sorokaite. Nessuno si sognerebbe di dire che non sono italiani o non farebbe il tifo per loro, tutti ci sentiamo onorati di averli tra gli azzurri.

Eppure domenica, durante la partita di Serie B femmine tra Montescaglioso (Matera) e Mesagne (Brindisi), in casa delle lucane, ci sono stati insulti razzisti (è stata usata la "N" word) verso Nneka Arinze della squadra pugliese, una ragazza italianissima, nata a Roma e cresciuta sempre nel nostro Paese, con padre nigeriano e madre italiana.
Il fatto è che gli insulti sono stati pesanti anche nei confronti delle altre giocatrici del team ospite, offese come donne e come atlete. Tutte le brutte parole sono state dette da un gruppetto di cinque o sei ragazzini di età compresa tra i 10 e i 14 anni, di quelli che spesso sono fastidiosissimi anche incontrandoli sull'autobus. Il resto del pubblico non si è fatto coinvolgere, ma la società del Mesagne ha raccontato l'accaduto su Facebook e l'episodio ha avuto una grande risonanza sui social network e su internet in generale e per la giocatrice sono arrivate parole di solidarietà da tutto il mondo del volley e dello sport.

Lo stesso giorno si era parlato di un "caso" di insulti anche nei confronti di Ivan Zaytsev, cui i tifosi del Molfetta avrebbero detto frasi del tipo "tu non rappresenti l'Italia". Probabilmente sono gli stessi che quando gioca la nazionale si vantano di quanto è forte lo Zar, ma è stato lo stesso capitano di Macerata a spiegare o meglio a chiudere subito questa vicenda sul blog che cura su Panorama scrivendo un post dal titolo "Vittoria a Molfetta e tifo speciale (altro che bisticci)!"

"Permettetemi, poi, di rimarcare come non abbia nulla da dire e nemmeno da precisare su quanto sarebbe accaduto a fine match con alcuni tifosi locali. Per il semplice fatto che non è accaduto proprio niente di strano, o ancora meglio, niente che non possa normalmente accadere quando da una parte c’è una tifoseria bella e calda come quella di Molfetta, e dall’altra un giocatore sanguigno come me.
Caso chiuso, anzi, mai aperto: è stata una bellissima giornata di sport, punto!"

Eh sì perché chi ama e segue la pallavolo è più abituato a immagini come quella che vedete nel video qui di seguito (gemellaggio tra i supporter di Molfetta e Macerata PRIMA della partita) che a insulti o litigi tra pubblico e giocatori o tra tifoserie avversarie

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