Ciclismo - Il sogno infranto di una nuova stella

Dop

Ci sono cascato in pieno. Non credevo possibile che un personaggio schivo e pulito come Riccò potesse effettivamente essere coinvolto in questioni di doping. Dopo anni terribili per il ciclismo internazionale, sembrava che lo sport potesse tornare puro, invece ecco che il nuovo "idolo delle folle" ci ricasca.

Forse hanno ragione i francesi a mettere in carcere i ciclisti dopati, dopotutto sono dei truffatori. Forse doveva essere solo un'ulteriore motivo deterrente per scongiurare il doping al Tour. Riccò ha anche avuto la faccia tosta di proclamarsi innocente.

Ieri la resa. Davanti alla procura, e alle telecamere, si è assunto tutte le sue respnsabilità. Con aria spaesata ha imputato la scelta a un'errore di gioventù, di inesperienza, fatta in totale indipendenza senza alcun supporto medico o di qualsiasi altra persona dello staff. La colpa sarebbe della stanchezza del post Giro, di Internet dove chiunque può informasi sulle conseguenze dell'uso dell'Epo di terza generazione. Una serie di dichiarazioni che sono sembrate, a mio umilissimo parere, un pò patetiche, volutamente strappalacrime.

Partendo dal presupposto che con una dichiarazione "spontanea" l'atleta rischia una squalifica decisamente meno pesante rispetto alla radiazione a vita, questa totale assunzione di responsabilità suona anche come un tentativo di allontanare i sospetti da tutti quelli che con i ciclisti hanno a che fare ogni giorno, che difficilmente "non sapevano".

Peccato perchè Riccò sembra uno di quei ciclisti con un carattere in grado di infiammare le folle, ma forse era solo un fuoco di paglia. Tornerà pure sui pedali, ma sarà uno dei tanti nel gruppo. Mi spiace, ma io non ci credo più.

Foto | Repubblica

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