Sochi 2014: lavori in ritardo, Olimpiadi di facciata? La denuncia di Aleksandr Valov

E se la magnificenza di Sochi fosse un'immensa facciata? Su Reddit appaiono foto che ritraggono una situazione ben diversa da quella che si vede sui media mainstream.

Sochi 2014 è sicuramente un appuntamento molto importante, per la Russia di Vladimir Putin. Tant'è che l'ex agente del KGB ci tiene tantissimo a far bella figura e avrebbe provato anche a correggere il tiro – goffamente – a proposito delle sue esternazioni sull'omosessualità.

Le voci parlano di budget sforato, di Olimpiadi più costose della storia e via dicendo. Il Comitato Olimpico Sochi 2014 pubblica online splendide foto delle strutture realizzate: un'ottima propaganda per lo "zar" russo e per i suoi Giochi.

Sochi 2014

Ma non sono le uniche foto che circolano. Ci sono anche quelle di Aleksandr Valov. Chi è? E di che foto stiamo parlando?

Degrado a Sochi pochi giorni prima delle Olimpiadi

Andiamo con ordine. Ecco qui, per esempio, una gallery di immagini che raccontano un'altra Sochi. Immagini che sarebbero state scattate ad appena due settimane dall'inizio delle Olimpiadi invernali. Una notizia che non batte alcun giornale, per il momento, e che deve, naturalmente, essere verificata.

La gallery è stata postata su Reddit dall'utente Eye-Have-You.

Diciamocelo chiaramente: non ci sarebbe nulla di strano se ai media e internazionalmente venisse mostrata la facciata e ciò che funziona e il resto fosse nascosto come polvere sotto al tappeto (e se la costruzione mediatica vi sembra eccessiva anche solo per iniziare le verifiche, non possiamo dimenticarci, per esempio, per quanto tempo è stato raccontato che, dopo il terremoto dell'Aquila, in sei mesi gli aquilani avevano avuto le case. Non era vero e ci sono voluti anni per ristabilire la verità storica. Ma ancora oggi in molti credono alla versione dei fatti che lessero sui giornali o videro in televisione). Come si può mantenere la facciata, con i giornalisti e i tifosi? Be', non è così difficile: c'è l'emergenza terrorismo. E' facile immaginare gli atleti confinati nel villaggio olimpico e nelle strutture per le gare, e i giornalisti con percorsi prestabiliti (non è un'invenzione: accadrà. Durante i Giochi per muoversi a Sochi in macchina ci vorrà il permesso speciale olimpico) per ragioni di sicurezza, magari con tante zone rosse da non valicare. Quanto ai tifosi internazionali: quanti andranno a Sochi? Lo scopriremo con l'inizio dei Giochi, ma mi sembra plausibile dire: pochini, rispetto a quanti andrebbero in paesi con situazioni politiche più tranquille.

Sochi - "Facciata" a Gorky Street

Ma come fare, a sapere se le foto del degrado sono vere?

Internet offre qualche strumento. Come Google Images, per esempio. Carico una di quelle foto sul motore di ricerca, ottengo questa SERP e velocemente risalgo a un sito in russo.

Si tratta del blog della citta di Sochi, un progetto di comunicazione indipendente. Il sito è sostenuto dall'Amministrazione Comunale di Sochi, dal Distretto Centrale di Sochi, dall'Assessorato alla Cultura della città e al suo interno figurano rappresentanti di tutti i principali partiti Russi: Russia Unita (quello di Putin, per capirci)
Russia Giusta (di centrosinistra), il Partito Liberal-Democratico di Russia, il Partito Comunista. Partecipano al progetto svariati giornalisti.

Insomma, su questo blog si trovano esponenti di tutte le idee possibili.

E si trovano anche i pezzi con foto di Aleksandr Valov (Александр Валов) che, per inciso, è il direttore del blog di Sochi. Certo, il cirillico non aiuta, ma il sito ha un suo sistema di traduzione, per quanto rudimentale, e anche Google Translator viene in aiuto.

Sochi 2014 le mascotte nelle foto della propaganda

Si scopre così che sul blog, il Comitato Olimpico Sochi 2014 (almeno, così si firma: Оргкомитет Сочи 2014) pubblica sul blog le foto del "bello", come dicevamo.
Eccole. C'è il villaggio di montagna, c'è il favolistico Hotel Olympic Park, il Media Center, le piste, il complesso per il salto con gli sci, l'Olympic Park, le mascotte: tutto coloratissimo, illuminatissimo e bellissimo.

Sochi 2014, foto della propaganda olimpica

Aleksandr, invece, cerca di raccontare altro. E pubblica il 22 gennaio un primo post con immagini; il 23 gennaio 2014 un post che contiene proprio la gallery fotografica che avevamo ricevuto. Il 24 gennaio il Sochi Plaza a 13 giorni dall'inizio dei giochi, questo post, con i lavoro in corso, il 25 gennaio. Sempre il 25 gennaio, ecco le transenne, e ancora, il 27 gennaio, questo post sul centro culturare a Nekrasovka.

Sochi 2014 - Hotel Sochi Plaza

Su Reddit, l'utente Eye-Have-You (forse proprio Alksandr?) commenta a più non posso e spiega le sue ragioni, racconta che è tutto vero, che gli abitanti di Sochi sono molto arrabbiati ma non hanno la forza di far uscire le notizie su ciò che sta accadendo veramente, e il thread ha già più di duemila commenti. Sul blog, qualcuno si chiede cosa succederebbe se la stampa estera pubblicasse quelle foto. C'è chi si chiede come fare a dire come stanno le cose, chi si domanda cosa accadrà di Sochi dopo, se la situazione adesso è questa.

Già nel settembre del 2013 Valov aveva denunciato il ritardo del cantiere olimpico.

E spiegava alla televisione ucraina tch che la vita degli abitanti di Sochi era minata dai lavori olimpici: villaggi tagliati fuori dalle comunicazioni con le città, strade allagate, natura devastata.

In definitiva, al di là della denuncia dei ritardi e della facciata, la sensazione (anche in base a quel che si legge nei commenti e alle traduzioni che riusciamo a fare grazie agli strumenti web) è che gli abitanti di Sochi, almeno, quelli che stanno tentando di rompere il velo mediatico e raccontare la versione dei fatti che si può apprezzare se si superano le barriere della scenografia simil-hollywoodiana per far bella figura col mondo, siano molto preoccupati per il dopo. Che la loro città, insomma, rimanga sventrata e devastata dalla sceneggiata olimpica.

Qui, dopo aver fatto le opportune verifiche insieme a Stefano Capasso e Lucia Resta, ho deciso di scrivere questo resoconto per quella che, quantomeno, appare una storia da raccontare, se non altro nella forma che abbiamo scelto, con tutti i punti interrogativi del caso.

Nel frattempo, ho scritto via mail e su Facebook ad Alksandr Valov sperando che possa raccontarci qualcosa di più.

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