La scala di difficoltà per ascensioni su neve e ghiaccio

ghiaccio
Il periodo estivo non è ancora terminato quindi ancora le giornate offrono ampie prospettive per escursioni in montagna. Le temperature, a grandi altitudini, cominciano a scendere e perciò questo sono i giorni più adatti per affrontare ghiacciai e nevai, ma allo stesso tempo sono i più pericolosi perchè gli sbalzi di temperatura possono provocare gravi incidenti, sopratutto verso i neofiti meno esperti.

Sempre appoggiandoci alle scale ufficiali utilizzate dal Cai, bisogna innanzitutto sottolineare che proprio la difficoltà e i rischi di questo tipo di ascensioni presuppongono delle condizioni meteorologiche buone, importante che non ci sia troppo caldo ovviamente, non ottime) della montagna.

Le inclinazioni dei pendii sono espresse in gradi. Per analogia con la valutazione d'insieme (difficoltà globale) delle salite su roccia, pur tenendo conto della variabilità degli elementi, si usano le stesse sigle (F, PD, AD, che corrispondono dal I° al VII°).

Esiste tuttavia una scala globale delle difficoltà, legate nello specifico ai percorsi di neve e ghiaccio, che sono di fondamentale importanza per chi si appresta ad effettuare un percorso di questo livello, sia dal punto di vista dell'avvicinamento, che della salita, compresi eventuali pericoli e la successiva discesa.

I° Scarso impegno nella salita e nessuno rischio oggettivo dei pericoli.
II° Nessun impegno particolare.
III° La salita impegna per piu' tiri, oppure richiede un avvicinamento a piedi o in arrampicata. Le soste di salita non sono attrezzate, come anche le calate. Pericoli oggettivi. Richiede già una buona conoscenza della montagna.
IV° Cone il punto precedente, ma con molti pericoli oggettivi (sassi, valanghe) sia in salita che in discesa.
V° Come il punto precedente ma con maggiore impegno psico-fisico.
VI° Come precedente ma in ambiente isolato, con difficoltà di avvicinamento e di prosecuzione della via. Vie poco ripetute.
VII° Come il punto precedente ma con difficoltà estreme come ampiezza dello sforzo e come continuità. Poche vie al mondo.



Una seconda scala invece misura le difficoltà tecniche, con particolare alla lunghezza del tiro di corda, inclinazione, proteggibilità, tipo di ghiaccio.

I° Nessuna difficoltà. Pendenza minore del 70°.
II° Pendenza intorno al 70°. Proteggibile. Ghiaccio buono.
III° Tiri con tratti, non continui, che possono arrivare all'80° grado. Proteggibile. Ghiaccio buono.
IV° Pendenza quasi verticale. Proteggibile. Ghiaccio buono.
V° Pendenza totalmente verticale e continua. Protezione discreta. Ghiaccio discreto.
VI° Pendenza a tratti strapiombanti. Lunghezze di corda senza punti di riposo. Protezioni difficili e scarsamente affidabili. Ghiaccio difficile.
VII° Come il punto precedente ma con maggiori difficoltà. Poche vie.

NOTE:
In presenza di ghiaccio sottile si aggiunge la lettera "R".
La lettera "X" per indicare conformazioni di ghiaccio fragile (candele, ecc.).
Tecnica su terreno misto - La lettera "M" seguita dalla difficoltà (es. M6) segnala la presenza di una salita su misto roccia-ghiaccio (Dry Tooling).

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