Running - Come non farsi "abbattere"

Per molti runner in gara gli avversari sono un problema già prima dalla partenza. Basta la loro presenza per minare la sicurezza e far perdere fiducia nei propri mezzi, condizionando il risultato.

Scegliere di vivere uno sport ci mette sempre a confronto con noi stessi, in quanto chi pratica attività fisica quasi sempre cerca qualcosa, rispondendo ad un bisogno di misurarsi; il comportamento agonistico in particolare è uno specchio della nostra personalità, quindi ne riflette vizi, virtù, punti di forza e debolezze.

Ci sono atleti che, quando sono in gara, competono solo con se stessi, come se gli avversari non esistessero, focalizzati solo sugli obiettivi che si sono posti e sulla gestione delle loro energie.
Poi ci sono quelli attenti soprattutto a ciò che li circonda, in particolar modo agli avversari; mettono tutto sul piano della competizione, utilizzano comportamenti di tipo tattico ma in tal modo possono anche subirli. Se percepiscono che gli avversari sono in ottime condizioni vanno in crisi e possono cadere in uno stato di sfiducia.

La cosa migliore in tali casi sarebbe affrontare una vera preparazione mentale, magari con tecniche di rilassamento muscolare come il training autogeno. Però vi sono anche dei piccoli accorgimenti che si possono mettere a frutto fin da subito:


  • Prima della gara imparare ad ascoltare i segnali che arrivano dal proprio corpo

  • Concentrarsi sul battito cardiaco e sul respiro

  • Pensare alle gare in cui si sono ottenuti del buoni risultati

  • Carcare di visualizzare il percorso di gara e pensare al modo migliore di gestire le energie in funzione del tracciato, se lo si conosce.

  • Evitare di guardare gli avversari con occhio indagatore

  • Sdrammatizzare eventuali provocazioni che possono arrivare dagli avversari

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