Stretching: Solo se a regola d'arte

Qualcuno in passato ha notato che su questo blog, quando si parla di running, quasi mai si parla anche di stretching, ossia di quella pratica osannata come imprescindibile da carovane di tecnici e personal trainer, da svolgere in concomitanza con ogni attività fisica per favorire l'allungamento e l'elasticità muscolare.
Avevo già risposto in proposito ma i risultati di una ricerca hanno fatto tornare in auge questa questione.

Uno "Stretching Study" del Norwegian Knowledge Centre for Health Services, ha coinvolto 2388 volontari per verificare l'efficacia degli esercizi di stretching, cioè lo stiramento dei muscoli prima e dopo qualsiasi attività sportiva per migliorare l'elasticità e prevenire lesioni.

Norvegia, Australia e Usa i Paesi che hanno partecipato all'indagine telematica.
I partecipanti hanno seguito per 3 mesi le indicazioni degli esperti e documentato i risultati compilando un format online. Ad alcuni è stato chiesto di fare sport e stretching, ad altri di saltare quest'ultima fase, ma tutti erano tenuti a fare almeno un allenamento durante la settimana.

Al termine dei 3 mesi gli esiti hanno evidenziato una differenza del livello di "indolenzimento" post-ginnico di poco conto da un gruppo all'altro, pari al 5%.
Quasi uguale, insomma, la situazione fisica di chi aveva fatto o meno gli esercizi di allungamento muscolare.
Secondo gli organizzatori questa sinergia è stata utile, per la composizione del campione preso in esame, dato che i norvegesi usano fare stretching dopo l'attività fisica, mentre gli australiani lo fanno prima.

Su questo risultato è però scettico un preparatore atletico nazionale, Francesco Caldara, che considera inattendibile lo studio.
Intervistato ha risposto come segue: "Lo stretching è molto importante. Chi non ha subìto gli effetti collaterali della sua mancanza ha fatto ginnastica nel modo sbagliato".

Il tecnico, laureato all'Isef, prosegue dicendo che "chi, a sua volta, pur avendo fatto stretching, ha provato dolore, avrà svolto male gli esercizi. Quello che la ricerca mette bene in evidenza - conclude - è l'incapacità di molte persone di dare un senso al proprio sport giornaliero. Lo stretching funziona solo se fatto a regola, vale a dire rimanendo sotto la soglia di dolore. Altrimenti il corpo si contrae e otteniamo il risultato opposto".

Insomma, tutto questo sarebbe una novità, secondo i più, tanto da far finire la notizia su Repubblica; una scoperta dell'acqua calda secondo me, che difatti non ho mai promosso a oltranza esercizi di allungamento muscolare nei post sulla corsa, nella consapevolezza che solo dietro l'assistenza di un buon trainer che aiuti a eseguirli alla perfezione tali esercizi produrrebbero dei risultati, piuttosto che essere addirittura precursori di infortuni se compiuti nel modo sbagliato.

Per compiere tali esercizi nel modo giusto temo non basti sapere che si deve rimanere sotto la soglia di dolore; questo può mettere al riparo dai rischi derivanti da una cattiva pratica ma l'allungamento sperato lo si ottiene solo con una buona tecnica.

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