Bouldering, la magnesite non basta

aggius

Lo sbuffo di polvere bianca dalla mano, anticipa ormai da tempo l'imminente mossa del climber e sin dalle prime arrampicate sulle vie di grado 4 e 5 le nuove leve vengono iniziate dagli amici più bravi all'uso della magnesite. Una bella infarinata prima di partire e una serie continua di ripassate per prendere coraggio prima dei passaggi che sembrano più duri (tutti).

Nel bouldering, la necessità di curare in maniera maniacale ogni particolare della breve ed intensa prestazione ha portato a specifiche soluzioni tecniche; inoltre in questa disciplina dove si passa molto tempo a terra tra amici, si possono riscontrare molti elementi tipici della vita di gruppo: adozione di un modello di comportamento distintivo, cura del look, emulazione del più fico, ecc.

Spazzolini da denti e spazzoloni da water hanno cominciato a far parte della poca attrezzatura del "vero" blocchista; la magnesite si accumula sulle prese diventando controproducente, terriccio e detriti vanno rimossi dai massi più "naturali", perchè non modificare la destinazione d'uso di strumenti che ogni giorno usiamo per rimuovere placca o altro..? .

brush
Come sempre accade le aziende hanno colto il nuovo bisogno, ed oggi sono disponibili specifici "brushing kit" da bouldering (desiderati ormai anche dalle colf con i compiti più ingrati). Montando lo spazzolino preferito su un palo telescopico specifico per rinviare, o una qualunque prolunga da imbianchino, si raggiungono facilmente tutte le prese.

Qualche regola infine, per pulire i massi in maniera "sostenibile":

non usare spazzole di ferro

eliminare le antiestetiche macchie bianche prima di andare via

non utilizzare le "fiamme ossidriche" a propano per asciugare le prese bagnate (che bestie!)

non utilizzare lo spazzolone del water di casa.

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