Atletica | 18 mesi di squalifica ad Asafa Powell per doping

Il giamaicano fermato per doping

Il velocista giamaicano Asafa Powell è stato squalificato per 18 mesi. E' la decisione presa dalla commissione antidoping giamaicana in merito alla positività del 31enne sprinter che era risultato positivo a uno stimolante, l'Oxilofrine, ai Trials dello scorso giugno. In quei giorni furono trovati positivi anche Allison Randall (per lui squalifica di due anni) e lo juniores Traves Smikle. Powell, 34 anni a novembre, era già stato sospeso in via precauzionale e terminerà di scontare la squalifica il 20 dicembre del 2014, perché scatta dalla data in cui è stato raccolto il campione (21 giugno 2013). Nel luglio del 2013, a Lignano Sabbiadoro i carabinieri del Nas ispezionrono la stanza in cui si trovava Asafa Powell nell’hotel “Fra i Pini”, e sequestrarono una cinquantina di scatole di medicinali, integratori, flaconi e pillole varie (una parte nella camera dell’atleta giamaicano, un’altra in quella del suo preparatore atletico).

Martedì scorso è stato sospeso per 18 mesi anche la connazionale Sherone Simpson. Powell, con il tempo di 9"77, aveva battuto il primato di Tim Montgomery (9"78, anche lui squalificato per doping nel 2005) ad Atene. Asafa è stato anche oro olimpico nel 2008 a Pechino. L'avvocato di Powell ha annunciato ricorso contro la squalifica che è stata decisa all'unanimità dai tre membri della commissione disciplinare. Lui si è sempre proclamato innocente scaricando tutte le colpe sul fisioterapista, reo di avergli fornito lo stimolante a sua insaputa.

Powell, davanti alla Giuria, a febbraio si difese sostenendo che l'oxilofrina (uno stimolante) non fornisce alcun vantaggio e incolpando Christopher Xuereb, il suo fisioterapista. Dichiarazioni in linea con quella rilasciate qualche mese prima: "Non ho mai preso volontariamente e coscientemente alcuna sostanza irregolare. Il mio errore non è stato barare, ma non essere più vigile". Il portavoce della Iaaf, Chris Turner, non commenta: “Questo è un processo legale che segue le regole della Iaaf, in accordo con quelle della Wada (World Anti-Doping Agency) e la Iaaf non commenta i casi chiusi”.

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