Running - Capacità di rendimento ed età

E' dato praticamente per scontato che con il passare degli anni e con l'arrivo dell'anzianità cali l'efficienza di alcune qualità fisiche come il massimo consumo di ossigeno, la forza dei muscoli e la loro elasticità.

Sembrarebbe quindi che la capacità di rendimento di cui abbiamo parlato possa definitivamente essere influenzata dall'età e che per darne una valutazione basterebbe fermarsi qui. In realtà il fattore età non è così determinante e l'anzianità non basta a valutare come scarsa la capacità dell'organismo di migliorare il rendimento reagendo alla preparazione atletica.

Ci sono infatti podisti che pur avendo cominciato a correre in là negli anni continuano ad aumentare le proprie prestazioni rosicchiando minuti su minuti al loro tempo migliore; non ci dimentichiamo che il superamento dei limiti, al di là dei tempi oggettivi che facciamo e delle gare, dovrebbe essere l'obbiettivo primario di un runner.

Se l'età in sè non è un fattore così critico, un aspetto che invece influisce notevolmente è l'età podistica, cioè gli anni di attività atletica. Arrivati ad un certo punto quindi, dopo un numero di anni di corsa che varia da persona a persona, non si può migliorare più di tanto. Raggiunta una certa anzianità di carriera, per esempio dopo 10-15 anni, si raggiunge infatti anche il proprio apice di rendimento e, trattandosi di un apice, ciò che seguirà sarà un inevitabile fase di lento declino.

La cosa da non fare in questi casi è pensare che, se non si va più tanto forte come prima è perché non ci si allena abbastanza, finendo così con l'aumentare il carico di allenamento, sia di qualità che di quantità, peggiorando la situazione di un organismo già molto sollecitato e accelerando la fase di declino o peggio procurandosi infortuni.

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