Basket NBA: Sterling, dal razzismo alle scuse "Un mio terribile errore"

Meglio tardi che mai. A quasi un mese dallo scandalo, Donald Sterling torna a parlare pubblicamente e si scusa per quelle frasi razziste che hanno sconvolto gli Stati Uniti e portato alla sua squalifica a vita dall’NBA ed all’obbligo di vendere i Los Angeles Clippers. “Non sono razzista – ha detto il proprietario della franchigia californiana, in un’intervista rilasciata alla CNN, che andrà in onda oggi (nella notte italiana) – Ho commesso un terribile errore, sono qui per scusarmi e per chiedere il perdono a tutte le persone che ho ferito”.

Il magnate americano ha poi dichiarato di essere “emotivamente sconvolto” da questa vicenda e di non aver voluto parlare prima perché “è difficile per me. Ho torto, ho causato questo problema e non so come risolverlo”. Poi si torna sulle parole incriminate: “Ogni volta che ascolto quella registrazione, non capisco come posso aver pronunciato parole del genere... Non so perché quella ragazza mi ha fatto dire quelle cose”. E crede di essere stato incastrato: “Mi ha teso una trappola. Io non parlo così, non mi esprimo così sulle persone”.

Sterling vorrebbe continuare a guidare i Clippers, ma non sarà così: “Ho diritto ad un errore dopo 35 anni? Io amo la mia lega e gli altri proprietari. E’ stato un terribile errore e non lo ripeterò più”. Non basteranno però le scuse per avere un’altra chance: anzi, il comitato giocatori ha chiesto di escludere dalla franchigia anche la moglie Shelly. Tuttavia, lei non concorda: “Sono rimasta scioccata da quelle dichiarazioni – ha spiegato all’ABC - ma non so perché dovrei essere punita io per le sue azioni. Lui soffre di demenza”.

BKN-CLIPPERS-OWNER-DONALD STERLING

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

  • shares
  • Mail