Giro d'Italia 2014: ciclista urla 'terroni'. E' stato Valerio Agnoli

Giro d'Italia 2014: è stato Valerio Agnoli della Astana ad urlare 'terroni' ieri a Nocera Inferiore

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Dopo i sospetti di ieri che hanno investito Enrico Gasparotto, unico ciclista del nord Italia della Astana, oggi Valerio Agnoli, ciociaro di Fiuggi, 'ha confessato' di essere stato lui ieri ad urlare 'terroni' sulle strade di Nocera Inferiore. Agnoli ha commentato la cosa con il sorriso sulle labbra poco prima della partenza per la tappa di oggi da Frosinone a Foligno (Qui la Diretta).

Il ciclista ciociaro ha anche detto di aver rivolto quella parola ai suoi compagni di squadra e non ai tifosi a bordo strada. Per Agnoli era solo un modo per scherzare tra compagni. Ha anche specificato che lui stesso, così come il siciliano Vincenzo Nibali, vengono chiamati per gioco 'terrun' dagli altri della squadra. Proprio Vincenzo Nibali, non presente a questo Giro d'Italia, ha commentato l'accaduto su Twitter.

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Giro d'Italia 2014: ciclista urla 'terroni', ma chi è stato?

Brutto episodio, ancora tutto da chiarire, al Giro d'Italia 2014. Nella serata di ieri, qualche ora dopo il termine della tappa Sassano-Montecassino vinta da Michael Matthews della Orica Greenedge, attuale leader della classifica generale, su internet ha iniziato a circolare un video. Il filmato è stato realizzato lungo una strada dell'abitato di Nocera inferiore (attraversato dal Giro al chilometro 111), da parte di un gruppetto di appassionati che aveva aspettato pazientemente il passaggio della carovana rosa per tributargli un applauso. Dopo aver visto sfilare Marco Bandiera (Androni-Venezuela), Edoardo Zardini (Bardiani-CSF), Andrea Fedi (Neri Sottoli-Alé) e Rodolfo Andres Torres Agudelo (Team Colombia), ovvero i quattro fuggitivi ripresi a 12km dal traguardo, con qualche minuto di ritardo è arrivato il resto del gruppo.

Tutta la folla ai lati della strada stava applaudendo il passaggio degli atleti, ma ad un certo punto si è sentito un urlo che ha sovrastato il battito delle mani. Apparentemente uno dei corridori avrebbe infatti gridato "terroni" alle persone posizionate sul marciapiede opposto a quello del 'nostro' cameraman amatoriale. Nonostante l'appellativo poco simpatico rivolto ai cittadini di Nocera, che tra l'altro stavano accogliendo il Giro in un'atmosfera festosa, molti hanno continuato ad applaudire senza battere ciglio.

Questo video è stato caricato su facebook e poi ripreso da diversi siti, anche dei quotidiani nazionali, che l'hanno spedito in pasto all'opinione pubblica che ha reagito con sdegno, non lesinando qualche insulto altrettanto sciocco. In molti hanno cercato di individuare il colpevole e, spulciando il video, hanno notato che in corrispondenza dell'urlo si vede anche, per una frazione di secondo, un corridore della Astana protendersi in avanti come a voler indicare qualcuno posizionato sul marciapiede.

Da quel momento è partita "la caccia all'uomo" per capire di quale corridore della Astana si potesse trattare. Più di qualcuno è andato a cercarsi la lista degli iscritti al Giro d'Italia, individuando in Enrico Gasparotto "l'unico possibile responsabile", dal momento che è il solo corridore nato al nord dei cinque italiani che figurano nella rosa della squadra kazaka per questa 'Corsa Rosa'. Quindi, dopo aver scoperto questa presunta verità, sono incominciati a piovere gli insulti sulle bacheche Facebook dei vari siti che hanno riportato la notizia, così come anche su Twitter e sugli account Youtube di quanti avevano condiviso questo video.

"E' stato sicuramente Gasparotto". Processo, sentenza e condanna in meno di cinque minuti. Chi segue il ciclismo 'conosce' Enrico Gasparotto, ragazzo riservato e pacato. Un profilo che poco si sposa con quello di un corridore che dal nulla decide di insultare la folla che lo sta applaudendo. Spinti dalla curiosità abbiamo deciso di bloccare il filmato sull'inquadratura del presunto responsabile, rendendoci conto che l'accusato non sembra essere Gasparotto perché sul ginocchio sinistro non ha un grosso cerotto bianco che, invece, il corridore friulano porta suo malgrado da qualche giorno per coprire un'escoriazione.

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Questa è una foto di Gasparotto a terra dopo la caduta nella quale è rimasto coinvolto ieri alle pendici di Montecassino, nella quale il cerotto è ben visibile.

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E, qualora non bastasse, ecco anche una foto dell'altro ieri nella quale si vede sempre Gasparotto con il ginocchio incerottato.

Ci teniamo a precisare che con questo post non intendiamo scagionare il friulano Enrico Gasparotto per buttare la croce addosso ad uno tra Michele Scarponi (marchigiano), Valerio Agnoli (ciociaro), Fabio Aru (sardo) o Paolo Tiralongo (siciliano), tutti esclusi a priori dagli Sherlock Holmes della rete in quanto nati sotto il fiume Po. Vogliamo semplicemente far notare che forse non è il caso di puntare il dito senza rifletterci sopra almeno un po'. Il gesto del ciclista dell'Astana, che avviene in contemporanea all'urlo, potrebbe non essere necessariamente collegato all'insulto rivolto al pubblico.

Tanto per dirne una, potrebbe anche darsi che si stesse sporgendo in avanti per passare ad un suo compagno di squadra una bustina di sali minerali.

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Aggiungiamo di più. Potrebbe trattarsi di un urlo non proveniente dall'interno del gruppo, anche se tutto lascerebbe presupporre il contrario. Ci auguriamo in ogni caso che qualcuno dell'organizzazione del Giro vada a fondo su quanto accaduto per fare chiarezza. Vera chiarezza però.

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