Froome critica Wiggins nel suo libro: "È arrogante e non condivise il premio del Tour 2012"

Il Telegraph ha anticipato il contenuto di alcune pagine dell'autobiografia di Chris Froome in uscita il 5 giugno.

Il 5 giugno prossimo esce l'autobiografia di Chris Froome, The Climb ("La salita"), e promette di essere molto interessante, non solo perché ripercorre la carriera del vincitore del Tour de France 2013, ma anche perché fa luce sul rapporto che il britannico di origine keniana ha avuto con Sir Bradley Wiggins durante il Tour 2012, vinto dal baronetto che quell'anno trionfò anche alle Olimpiadi in patria confermandosi un vero e proprio eroe per tutti gli inglesi e non solo.

Da sempre è noto che tra Froome e Wiggins non corresse buon sangue durante la Grande Boucle di due anni fa e ora i due affermano di aver fatto pace e che è tutta acqua passata. Forse per questo Froomey ha parlato senza peli sulla lingua del suo malcontento nel Team Sky nel 2012. Sicuramente la stessa squadra sa che cosa c'è scritto, ma intanto il Telegraph ha riportato una parte del contenuto del libro dal quale non esce una bellissima immagine di Wiggo.


Secondo quanto riportato dal giornale inglese, Froome ha scritto che durante il Tour 2012 Wiggins era arrogante e si nascondeva dietro un umorismo da vecchio burbero, ma tutti i compagni di squadra dovevano fare molta attenzione ai suoi stati d'animo. Inoltre, Wiggo non invitò Froome alla festa che fece per celebrare la Maglia Gialla, né divise con lui il premio ottenuto per la vittoria, come solitamente si fa con i compagni di squadra.

In particolare dal libro emerge che a Chris Froome non è ancora andato giù quanto accadde nell'undicesima tappa. Al traguardo vinse Pierre Rolland (video in alto) e lui arrivò terzo. In molti ricorderanno che a 3,5 km dalla fine attaccò per raggiungere il francese facendo il vuoto dietro di sé, ma gli arrivò l'ordine di rallentare e aspettare Wiggo. All'arrivo disse "Oggi ero più in forma di Wiggins". Ebbene ora Froome scrive quando lui firmò con Sky un accordo di tre anni alla fine del 2011, a Dave Brailsford fece capire di voler subito correre per la Maglia Gialla al Tour dell'anno successivo, ma il team manager non gli disse che avrebbe dovuto fare il gregario, secondo Froome fu come un personaggio del libro di Lewis Carrol Attraverso lo specchio, diceva una cosa, ma ne intendeva un'altra, mentre lui fu chiaro subito: voleva correre per vincere, non per fare il gregario.

Froome contro Wiggins

Inoltre Froome tira in ballo Mark Cavendish, all'epoca suo compagno di squadra, anch'egli amareggiato perché il Team Sky aveva deciso di prediligere di gran lunga la classifica generale alle tappe da vincere in volata. Un giorno Cannoball sul bus diede un biglietto a Froome in cui gli scrisse che "nessun grande uomo si lamenta mai della mancanza di opportunità" e questo lo fece riflettere sul fatto che stava rinunciando alla possibilità di raccontare un giorno ai suoi nipoti di aver vinto il Tour semplicemente per il quieto vivere sul bus della squadra.
Froomey insomma dice che al Tour 2012 sia lui, sia Wiggins, sia Cavendish non erano per niente contenti e l'umore non era mai buono. C'è da dire che nonostante questo sono riusciti a vincere.

L'anno scorso Froome ha potuto realizzare il suo sogno e poi ha anche affermato di voler continuare a lottare per la Maglia Gialla per tutta la carriera. Quest'anno parte da favorito e al suo fianco, a fargli da gregario, ci dovrebbe essere Bradley Wiggins. Ora ovviamente la domanda è: Wiggo ci sarà davvero? E si accontenterà? Tra l'altro i due finora non si sono mai allenati insieme. In questi giorni Wiggins è a Maiorca e Froome a Tenerife. Il Tour comincia il 5 luglio, esattamente un mese dopo l'uscita del libro. Vedremo se creerà scompiglio o se è davvero già appianata qualsiasi divergenza.

Intanto entrambi hanno iniziato alla grande la stagione: Wiggins, dopo il decimo posto alla Parigi-Roubaix, ha vinto agevolmente il Giro della California, mentre Froome ha saltato molte gare a causa di problemi fisici, ma ha vinto il Tour of Oman e il Giro della Romandia, arrivando sesto alla Volta a Catalunya dove ha gareggiato contro Joaquim Rodriguez (vincitore) e Alberto Contador (secondo, ma vincitore sia alla Tirreno-Adriatico sia al Giro dei Paesi Baschi).

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