Running - Il fattore temperatura in maratona

Negli allenamenti e nelle gare avrete sicuramente sperimentato tutti come il rendimento sportivo sia influenzato non poco dalla temperatura e come questa incidenza sia tanto maggiore quanto maggiore è la distanza da intraprendere. La maratona è già di per sé una gara davvero impegnativa ma, abbinata ad un'elevata temperatura e a tassi di umidità sopra la norma, può diventare davvero terribile.

Con il caldo infatti l'impegno cardiocircolatorio viene maggiorato in quanto si devono spendere più energie per pompare il sangue verso la periferia con l'intento di disperdere calore. In questa situazione l'umidità peggiora ulteriormente le cose impedendo una razionale sudorazione e facendo rischiare il colpo di calore.

Se al contrario le temperature sono molto basse il corpo deve spendere energie per produrre e conservare calore; tra questi estremi ovviamente c'è un range di temperature più consone al nostro organismo, che rendono minimi tutti questi problemi di termoregolazione. Sulle problematiche inerenti la termoregolazione del nostro organismo può essere interessante scaricare e leggere questo file pdf del Dipartimento di Fisiologia dell'Università di Siena.

Non è un caso se i mesi migliori (per il nostro emisfero), con le maratone più popolari e famose, sono quelli di marzo, aprile, ottobre e novembre.

Si è misurato che le migliori prestazioni cronometriche sono state ottenute con temperature intorno ai 13 C°, con uno scarto di 1-2 gradi. Ammettendo di essere al top della forma fisica, uno scostamento di 1 C° dalla temperatura ottimale per il nostro organismo, implica un peggioramento delle prestazioni di circa il 2%; nel caso di atleti amatori questa percentuale può aumentare e portare il peggioramento della prestazione a svariati minuti.

Se in un giorno di gara sentite chiaramente che il clima non vi accompagna, meglio non strafare e non chiedere al proprio corpo di fare come se nulla fosse; sarà meglio ritoccare le proprie aspirazioni cronometriche leggermente al ribasso, riducendo il ritmo-gara, per non rischiare di non terminare nemmeno la competizione.

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