L'assurda storia di Greta Cicolari: "Non posso giocare neanche i tornei amatoriali. Non capisco l'accanimento contro di me" (VIDEO)

L'incubo di una delle giocatrici più forti di beach volley: "Quale altro atleta al mondo non può giocare per 13 mesi senza aver fatto nulla e senza che nessuno faccia nulla?"

"Dov'è la giustizia?" è la domanda che si pongono Greta Cicolari, tutti i suoi tifosi e tutti coloro che da mesi seguono l'assurda vicenda di cui è protagonista e che priva il beach volley italiano di una delle sue giocatrici più forti di sempre, anche agli Europei che sono attualmente in corso in Sardegna (e Greta un Europeo lo ha vinto nel 2011 in coppia con Marta Menegatti).

Abbiamo seguito la storia negli ultimi mesi: prima la separazione della coppia più vincente Cicolari-Menegatti, poi la rescissione del contratto tra Greta e la Federazione (la durata era fino a dicembre 2016, ma è stato interrotto a settembre 2013), poi la prima sospensione di sei mesi per motivi disciplinari e infine un'altra sospensione per altri sette mesi. La giocatrice ha fatto ricorso all'Alta Corte del Coni, ma le è stato detto che non era quella la sede giusta per risolvere la questione. Il risultato è che Greta Cicolari sta saltando la stagione 2014 e non può neanche giocare i tornei amatoriali (per farvi capire nemmeno i tornei da spiaggia "lui e lei"). Tutto quello che chiede è di poter tornare a giocare, non pretende di fare ancora parte del gruppo della nazionale, giocherebbe da privata, ma l'importante è tornare sulla sabbia e competere con le giocatrici del suo livello, dunque nei tornei internazionali.

Oggi abbiamo parlato con Greta Cicolari telefonicamente, potete ascoltare l'intervista nel video in apertura di questo post e di cui vi riportiamo qualche stralcio qui di seguito.
Greta ci ha spiegato che lei ha ancora un'alta posizione in classifica, ha molti più punti di tutte le altre giocatrici che ci sono attualmente in nazionale (ne ha qualcuno in più solo Marta Menegatti che era la sua compagna fino a luglio del 2013) ma non può essere in campo perché, dice:

"Purtroppo la mia Federazione mi sospende da mesi da qualsiasi attività, anche dal torneo estivo in spiaggia con gli amici"

L'incubo di Greta è iniziato a luglio del 2013, quando l'allora ct delle coppie femminili della nazionale italiane, il brasiliano Lissandro, l'ha esclusa da alcune competizioni:

"Più che una separazione l'allenatore ha cercato di allontanarmi dal gruppo perché degli equilibri si erano rotti e lui non riusciva a gestire più professionalmente il rapporto. La mia ex compagna non ha mosso un dito per opporsi a questa decisione. Io non avrei avuto problemi a trovare un'altra compagna, anzi, per me era una nuova sfida. Purtroppo i problemi sono nati dopo con la Federazione che non ha saputo gestire la situazione"

Greta ha saputo dell'esclusione semplicemente scoprendo che per la tappa del World Tour a Los Angeles non c'era il suo biglietto aereo, ma era stato intestato a un'altra giocatrice (Viktoria Orsi Toth, ora in coppia con Menegatti).

"Eravamo state in Svizzera inspiegabilmente da sole, cioè senza allenatore e senza alcun membro dello staff generale. Abbiamo fatto un buon torneo, ci siamo lasciate molto bene come sempre. Al mio rientro in Italia, però, quando ho chiesto il biglietto aereo e a che ora fosse la partenza mi è stato detto: 'Guarda che è successo qualcosa, Lissandro invece di venire in Svizzera è stato in Federazione e quindi tu non parti', nonostante i risultati e nonostante fossi in un ottimo stato di forma"

Greta è stata lasciata da sola, senza allenatore e senza campo per più di dieci giorni, poi ha preso parte ad alcuni tornei con Silvia Costantini, una compagna che ha trovato da sola, molto giovane e non ancora al suo livello. Ad allenarla si sono messi il suo compagno, Dimitri "Doum" Lauwers, giocatore professionista sì, ma di basket, e suo fratello cristiano Cicolari che in realtà di mestiere fa l'informatico.

Dopo tutto quello che è successo durante l'estate, Greta non ha mollato, voleva partire per un Grand Slam in Brasile a settembre, ma alla richiesta di emissione dei biglietti aerei le è arrivata la comunicazione della rescissione del contratto. Peraltro l'interruzione del contratto di lavoro è arrivata quando Greta era alle prese con un infortunio:

"Ho avuto un problema alla schiena, durante le cure ho subito anche un'ustione importante dal loro fisioterapista. Loro hanno deciso in quei giorni che il mio contratto, come fosse carta straccia, non valeva più"

A novembre, poi, ecco la sospensione per motivi disciplinari (i giornali hanno parlato anche di squalifica, ma di fatto la sostanza è che Greta non può giocare). Come "scusa" per la sospensione la Federazione ha tirato in ballo un litigio con un tecnico che in realtà, dice la giocatrice, non era un litigio e l'incontro era avvenuto ben due mesi prima, e poi dei tweet in cui la Cicolari avrebbe usato frasi razziste nei confronti di Lissandro, ma erano dei tweet di una conversazione scherzosa tra lei e il suo compagno Doum (che in alcuni era anche esplicitamente taggato). Nonostante quella sospensione sia finita a maggio Greta sta ancora presentando ricorso perché in quel processo sportivo sono stati violati i suoi diritti costituzionali alla difesa e all'obbligo di avere una prova per sospenderla.

Il problema principale, dice Greta, "è che nella giustizia sportiva non sei giudicata da terzi, ma da chi ti accusa". Questo le ha fatto perdere la fiducia nella giustizia sportiva e si augura che la riforma che sta andando in porto in queste settimane possa fare qualcosa, ma, avverte la giocatrice, "serve prima di tutto buonsenso".

In tutto questo si è aggiunta un'altra sospensione per altri sette mesi dopo un'intervista in cui Greta ha detto che "in Federazione ci sono persone che sanno ma non parlano e questa si chiama omertà". Il giornalista ha usato la parola "mafia" per definire questo comportamento e Greta si è beccata la sospensione, nonostante abbia spiegato alla Federazione che quella parola lei non l'ha usata e nonostante lo stesso giornalista abbia scritto una lettera alla Federazione per spiegare che effettivamente la giocatrice non aveva proferito quel termine, ma lo aveva usato lui, come una sua interpretazione. La Fipav non ha voluto sentire ragioni ed ecco che Greta salta tutta la stagione 2014.

Greta è sfiduciata, sa che quest'anno probabilmente non giocherà più, ma spera vivamente che sulla sua storia si faccia finalmente giustizia, quella vera, e che lei possa tornare a giocare, anche da privata. Tra l'altro per ora ha rifiutato di giocare per altre nazioni, perché giustamente per un atleta quello che conta è giocare per il proprio Paese.

"Io sto tutelando in sedi civili il mio contratto di lavoro e questo dà fastidio. Mi stanno vietando di giocare i tornei amatoriali, io non posso mettere un piede in campo. L'altro giorno l'organizzazione di un torneo 'lui e lei' (maschi e femmine) al mio amico che voleva giocare con me ha detto 'Ti prego non crearci problemi', come se io fossi un problema"

Greta dice:

"La Federazione ce l'ha a morte con me, io non capisco questo accanimento nei miei confronti"

Dai piani alti della Federazione e del Coni nessuno fa nulla, nonostante l'interessamento dei media. Solo Carlo Magri, presidente della Fipav, è intervenuto dicendo che "è stata una questione tecnica", smentendo la stessa Federazione che invece aveva detto che si tratta di una questione disciplinare.

Greta ci tiene a evidenziare come non sia stata solo la sua carriera a essere danneggiata da questa vicenda, ma anche la sua vita, ha subìto un danno economico sia a causa delle numerose spese legali sia per il fatto di non poter lavorare e di avere i rapporti con gli sponsor momentaneamente in stand by, ma ha avuto anche un danno d'immagine e psicologico ("Negli ultimi cinque mesi non so quante ore ho dormito" ammette). "Incubo" è certamente la parola che descrive meglio tutta la sua vicenda e dice:

"Io voglio sapere quale altro atleta al mondo non può giocare per 13 mesi senza aver fatto nulla e soprattutto senza che nessuno faccia nulla"

Neanche chi si è dopato o ha scommesso ha subìto un trattamento del genere. Per non parlare di chi ha criticato la propria federazione e se l'è cavata con nemmeno dieci giorni di sospensione.
Greta ha chiesto già due volte l'avvio di una procedura alla procura federale, una nei confronti del dirigente che l'ha insultata e una contro il medico che le ha rifiutato le cure dopo l'infortunio alla schiena, ma non ha avuto alcuna risposta.

I tifosi si sono mobilitati per Greta con una petizione che ha raccolto migliaia di firme per farla giocare agli Europei, ma anche in questo caso nessuna risposta dai piani alti… Nel frattempo lei ha anche pensato di giocare all'estero, ma per ora non ha accettato le richieste che ha ricevuto da altre nazioni, perché, dice:

"Io sono italiana e ho più diritto di quelle persone a rappresentare il mio Paese. Io non ce l'ho con l'Italia, io adoro il mio Paese, ce l'ho con queste persone che gestiscono male certe cose. Perché io devo giocare per un'altra bandiera se non ho fatto nulla di male? La mia coscienza è pulitissima"

Abbiamo chiesto a Greta se pensa che possa rimanere la paura di un'altra sospensione anche quando finirà quella attualmente in atto, e lei ha detto che sì, la paura c'è, però a quel punto sarebbe talmente scandaloso che il Coni dovrebbe intervenire.
L'attuale ct Paulao ha sempre detto che se Greta non fosse sospesa la convocherebbe subito, e la giocatrice riconosce che l'allenatore "è una persona che sa quello che fa e conosce i valori delle persone e dei giocatori e penso che un tecnico non potrebbe non convocarmi alla luce dei giocatori che ci sono adesso", tuttavia a Greta ora interessa solo tornare in campo, anche privatamente perché non ha voglia di giocare ancora per la Federazione, ma ciò che conta è poter fare ancora il suo mestiere, quello in cui tra l'altro, per il bene di tutti i tifosi e tutta l'Italia, se la cava benissimo.

Potete seguire Greta Cicolari sui social network Twitter (@GCicolari) e Facebook

Intervista a Greta Cicolari - Beach Volley

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