Basket | Milano campione 2014: una notte di festa e tripudio biancorosso

Il giorno dopo c’è ancora grande aria di festa a Milano, per uno scudetto atteso 18 anni ed arrivato, dopo una stagione lunghissima (77 partite) e la tensione di dover rispettare il pronostico di grandi favoriti sin dall’estate scorsa. Una celebrazione durata fino all’alba, per giocatori, staff e tifosi, tra cori, balli e canti, con il classico “I campioni dell’Italia siamo noi” a farla da padrone. Tutto è iniziato con quella spontanea ed inarrestabile invasione di campo, al termine di gara 7, che non ha nemmeno consentito il classico cerimoniale di premiazione.

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E proseguita negli spogliatoi, per l’occasione aperti a fotografi e giornalisti, tutti bagnati dallo champagne che veniva spruzzato un po’ ovunque, compreso quando è entrato il patron Giorgio Armani, accolto dal coro “Giorgio, Giorgio” di tutta la squadra. Poi è arrivato il classico (per gli americani) sigaro della vittoria, per Moss, Langford e Wallace, mentre fuori dal tunnel degli spogliatoi e nella via per la sala stampa proseguiva l’abbraccio infinito con i tifosi. Mentre Gentile e Banchi cercavano faticosamente di raggiungere la zona interviste.

La notte è proseguita al ristorante Armani Nobu nel capoluogo lombardo, dove all’esterno erano presenti anche numerosi fans biancorossi, per celebrare i propri eroi, tornati sul tetto d’Italia. Gioia e canti, con Luca Banchi protagonista con la sua medaglia al petto, intonando i cori e festeggiando, prima di partire per un clinic a San Patrignano. Mentre molti giocatori chiudevano una notte indimenticabile in discoteca, tra champagne stappato ed intonando “We are the champions”. Per una festa attesa 18 anni e che ora non vuole finire.

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Foto Alessia Doniselli

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