Hockey su pista: il nazionale azzurro Tataranni picchiato e arrestato per sbaglio

Massimo Tataranni, giocatore della nazionale italiana di hockey su pista che ha appena trionfato all’Europeo, è stato protagonista di un episodio incredibile. Il materano è stato rilasciato stamane dopo aver trascorso una notte nel commissariato di Alcobendas (Madrid). L’assenza di Tataranni dalla premiazione, trasmessa in streaming sul sito della Federazione Europea intorno alla mezzanotte, aveva insospettito un po’ tutti: gli azzurri, infatti, si erano presentati in nove dopo aver giocato e trionfato di pomeriggio. Mancava proprio Massimo Tataranni, uno dei protagonisti assoluti della vittoria sulla Francia con le sue realizzazioni.

Il perché di questa assenza di Tataranni, si è conosciuto solo nella giornata di oggi: il bomber azzurro era stato arrestato dalla polizia locale, che lo ha prelevato direttamente dalle tribune senza che nemmeno i suoi compagni se ne accorgessero nell’elevata euforia generale. Il giocatore della nazionale italiana, secondo la ricostruzione fatta dai presenti, si trovava durante la partita Spagna-Portogallo (terminata 6-6) tra la tribuna riservata ai giocatori azzurri e il settore autorità. Alla fine della partita, che ha decretato la vittoria finale degli azzurri, Tataranni ha cominciato ad esultare salendo in piedi sulla ringhiera. Nonostante avesse la polo ufficiale dell’Italia, il bomber azzurro non è stato probabilmente riconosciuto e due rappresentanti delle forze dell’ordine lo hanno preso per il collo.

Massimo-Tataranni

Alcuni sostengono che Tataranni, nonostante non stesse facendo nulla di strano, sia stato anche colpito da vari pugni, che gli avrebbero causato seri danni al setto nasale. Gli agenti, erano in tribuna in borghese e si è capito facessero parte della polizia locale, solo nel momento in cui hanno ammanettato Tataranni e lo hanno portato via. Oggi, alle 13:30 la fine dell’incubo con la scarcerazione decretata da parte del commissariato adiacente al tribunale di Alcobendas. Decisivo l’intervento dell'avvocato d'ufficio Dario Garcia Aznar e dell’interprete.
Appena uscito dall’edificio, l’azzurro ha ricevuto la medaglia d’oro conquistata all’Europeo e ha dichiarato ai cronisti presenti:

"Non riesco neanche a descrivere quello che mi è successo so che ero sulla ringhiera, stavo scavalcando per andare a festeggiare coi miei compagni, quando mi sono sentito afferrare. Il primo uomo mi ha tirato un pugno sul naso. Non avevo capito che fosse un poliziotto. Poi mi hanno portato via. Sono stato tutta la notte in un gabbiotto che sarà stato tre metri per tre. Non ho mai dormito - rivela - , a un certo punto ho urlato che mi portassero almeno un po' d'acqua. Ma sono arrivati solo dopo un bel po', al piano dove ero io mi pareva che non ci fosse nessuno. C'era solo un gran silenzio. Pensavo: sono campione d'Europa. E così mi tenevo su di morale".

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