È morto Alfredo Martini. Il ciclismo italiano in lutto

Lo storico ct della nazionale azzurra si è spento nella sua casa di Sesto Fiorentino.

Quando muore una leggenda è difficile trovare le parole per raccontarlo. La mera cronaca ci dice che Alfredo Martini è morto stasera nella sua casa di Sesto Fiorentino a 93 anni. Soffriva da molto tempo, ha avuto varie ricadute e alla fine non ce l'ha più fatta, ma è morto serenamente, se è vero che uomini così muoiono veramente.

Tutto il ciclismo italiano è in lutto per la perdita del suo storico ct, colui che ha portato la nazionale a vincere sei Mondiali più sette argenti e altrettanti bronzi. Ha seguito il ciclismo fino alla fine, quest'anno Vincenzo Nibali gli ha regalato una grande soddisfazione vincendo il Tour de France. L'anno scorso al Mondiale vicino casa sua gli azzurri non hanno vinto, ma sono stati loro a "fare" la gara e lo hanno fatto anche per lui, che sono andati a trovare prima della corsa che si è conclusa con il quarto posto dello Squalo dello Stretto.

Nel frattempo l'Italia ha cambiato ct ed è stato proprio a casa di Alfredo Martini che Davide Cassani e il presidente Renato Di Rocco hanno trovato l'accordo ed è stato lì, con la benedizione di Martini, che è nata la nuova Italia, si spera che sia un'Italia vincente anche per lui. Anzi, la possibilità di dedicargli una medaglia sarà sicuramente uno sprone per i ragazzi di Cassani per fare ancora meglio a Ponferrada dove sono attesi il 28 settembre.

Un altro pezzo di storia di ciclismo ci saluta, ma resta di sicuro nel cuore e nella memoria di tutti gli appassionati di questo sport eroico. Alfredo Martini da corridore aveva vinto il Giro dell'Appennino nel 1947, il Giro del Piemonte nel 1950, una tappa al Giro d'Italia lo stesso anno (a Firenze!), chiudendo poi al terzo posto della classifica finale dietro Koblet e Bartali e portando anche la Maglia Rosa per un giorno. Ha vinto anche una tappa al Giro di Svizzera 1951, chiudendo anche in quel caso al terzo posto della generale, ma è stato sull'ammiraglia che ha raccolto i suo più grandi successi: il Giro d'Italia del 1971 con lo svedese Gösta Pettersson alla Sammontana. E poi tutti i successi con la nazionale: gli uomini d'oro dell'epoca Martini sono stati Francesco Moser nel 1977 a San Cristóbal in Venezuela, Giuseppe Saronni nel 1982 a Goodwood in Gran Bretagna, Moreno Argentin nel 1986 a Colorado Springs negli Stati Uniti, Maurizio Fondriest nel 1988 a Renaix in Belgio, Gianni Bugno nel 1991 a Stoccarda in Germania e nel 1992 a Benidorm in Spagna.

Dl 1998 è stato supervisore di tutte le nazionali italiane di ciclismo e presidente onorario della Federciclismo. Nel 1991 è stato nominato Commendatore della Repubblica Italiana.

Ovviamente su Twitter sono già arrivati tanti messaggi, ecco quello dell'attuale ct Davide Cassani

e del capitano azzurro Vincenzo Nibali

Il regista azzurro che ha lasciato la nazionale l'anno scorso, Luca Paolini

Ed ecco il saluto di Alessandro Petacchi

e quello di Pippo Pozzato che lo andava a trovare spesso

Alfredo Martini con Renato Di Rocco e Davide Cassani

Foto © Federciclismo

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