Atletica | Dutee Chand sospesa per il livello androgino troppo alto

L'atleta indiana e il suo iperandrogenismo femminile

Dutee Chand è una ragazza indiana diciottenne che ha vinto i 200 metri dei Campionati asiatici giovanili di Taipei nel giugno 2014. E' anche campionessa del suo paese nei 100 e 200 m con 11"73 e 23"73. Il suo fisico mascolino (ma neanche troppo osservando le foto), le braccia muscolose e i polpacci torniti hanno destato i sospetti dell'Autorità sportiva indiana che l'ha invitata a sottoporsi al "test del sesso". I risultati hanno rivelato che i suoi livelli di testosterone sono oltre la norma e Dutee è stata sospesa dall'attività agonistica. La storia ricorda da vicino quella di Mokgadi Caster Semenya, l'atleta sudafricana specializzata negli 800 metri piani, campionessa mondiale a Berlino 2009 e vice-campionessa olimpica a Londra 2012, al centro di voci di ermafroditismo fino ad un paio di anni fa (fu prima sospesa e poi riammessa dalla IAAF).

Per Dutee Chand ha parlato il portavoce della Federazione indiana in conferenza stampa:

"Le prime indagini indicano che l'atleta non è idonea alle gare a causa dell'iperandrogenismo femminile. Potrà in futuro gareggiare con le donne se, dopo trattamento medico, il suo livello androgino sarà tornato entro i limiti. Ribadiamo che tali risultati non ne determinano il sesso. Semplicemente dimostrano che a causa del suo eccessivo androginismo non può competere con le donne".

Ma Dutee Chand ha già annunciato che non vuole sottoporsi ad alcuna operazione chirurgica o trattamento per limitare il suo iperandrogenismo:

"Penso sia sbagliato dover cambiare il proprio corpo per poter fare sport. Non cambierò per alcuna ragione al mondo. Ho pianto per tre giorni quando ho letto sui forum in internet quello che le persone pensavano di me: è un ragazzo o è una ragazza? Ma come si può pensare una cosa del genere? Sono sempre stata una ragazza!”.

Per Chand, però, non c'è altra scelta perché non può gareggiare senza i trattamenti "correttivi" che costituiscono una terapia di soppressione ormonale o, nei casi più "estremi", la chirurgia genitale. Terapie e "rimedi" prescritti dalla Iaaf, dal Cio e dagli altri organismi federali. Lei, intanto, ha fatto ricorso presso l’Associazione Internazionale delle Federazioni di Atletica Leggera (IAAF), ma non è l'unica atleta incappata in questo tipo di problema: uno studio del 2011 ha infatti rivelato che 7 atlete di alto livello su 1.000 soffrono di iperandrogenismo, un numero 140 volte superiore rispetto alla media calcolata sulla popolazione generale.

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