Volley, Matt Anderson sospende la sua carriera pallavolistica: è depresso

È considerato uno dei più forti schiacciatori al mondo e quest'anno ha vinto la World League con gli Usa, ma allo Zenit Kazan è profondamente infelice.

Matt Anderson, lo schiacciatore 27enne che quest'anno ha vinto la World League da protagonista con gli Usa e che da un paio di stagioni è eletto miglior pallavolista in patria, ha deciso di appendere le ginocchiere al chiodo almeno per una stagione. È stanco della pallavolo, stanco di viaggiare sempre, di stare continuamente lontano da casa.

A vederlo, sempre sorridente, con la sua faccia da attore, idolatrato da una nazione intera e non solo (anche in Italia, per esempio, è molto amato dopo aver giocato qui per due stagioni) non si riesce a immaginare che possa essere depresso, invece lo ha ammesso lui stesso e proprio la depressione è la motivazione per cui ha rescisso il contratto con lo Zenit Kazan, squadra nella quale militava dal 2012.

Matt ha spiegato che da sette anni, cioè da quando gioca da professionista nel mondo della pallavolo, si è concentrato solo sul suo sport e non è esistito niente altro, questo lo ha portato a trascurare la famiglia, la madre, il fratello e la sorella, da cui è sempre troppo lontano. Negli ultimi anni ha infatti giocato in Corea del Sud, tra le fila degli Hyundai Skywalkers dal 2008 al 2010, poi in Italia, prima alla Callipo Vibo Valentia nella stagione 2010-2011, poi a Modena nella stagione successiva, infine è passato allo Zenit Kazan, nel campionato russo che ormai da anni raccoglie i migliori giocatori del mondo.

Matt ha detto che la colpa del suo disagio non è da attribuire alla Russia, ha spiegato che probabilmente sarebbe potuto succedere anche in Italia, anche se ha spiegato che il modo di vivere nel Belpaese è molto più simile a quello americano. Il problema, insomma, sono i troppi anni lontano da casa. Dopo i Mondiali è tornato qualche giorno in America e pensava di poter superare ogni difficoltà, ma gli sono bastate due settimane a Kazan per sprofondare di nuovo nella tristezza e allora ecco la decisione: si prende un anno sabbatico, un anno lontano dalla pallavolo, per ritrovare la passione e l'amore per questo sport che negli ultimi anni lo ha tenuto così lontano da casa. Ha anche specificato che dietro il suo ritiro non ci sono litigi o incomprensioni con i compagni di squadra del Kazan o con l'allenatore, sebbene il team russo abbia molti problemi ultimamente a causa degli infortuni.

Nel web sono tantissimi i messaggi di solidarietà arrivati a Matt nelle ultime ore, da quando ieri sera è esplosa la bomba, perché come tale è stata percepita nel mondo della pallavolo la notizia del suo ritiro. C'è anche un apposito hashtag #supportMatt.
Tutti sperano di rivederlo presto in campo e probabilmente, tra qualche mese succederà. Difficile pensare che, per esempio, a maggio non voglia tornare a difendere la World League con la sua nazionale nell'anno che precede le Olimpiadi di Rio 2016, dove gli Usa potranno aspirare al podio. E per arrivare pronto a maggio dovrà cominciare a giocare a livello professionale qualche mese prima.

Non abbiamo la sfera di cristallo, ma Anderson in Italia si trovava bene e il campionato italiano è sempre stato pronto ad accogliere i campioni nei playoff, quindi potremmo immaginare/sognare un suo ritorno dalle nostre parti a fine stagione. È successo per esempio con Bruninho, che la prima volta è arrivato a Modena quando la sua squadra brasiliana si è trovata in difficoltà, poi dopo un paio d'anni è tornato sempre a Modena a tempo pieno.

Nel video in alto, pubblicato dallo Zenit Kazan all'inizio di quest'anno, un giorno con Matt Anderson, dove potete vedere come viveva in Russia (mangiando la cara pasta italiana!), confessando di trovare la sua vita molto noiosa.

Matt Anderson

Foto © FIVB

  • shares
  • Mail